Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia


2 commenti

La solitudine delle neomamme

Se c’è una cosa che mi ricordo bene dei primi mesi di Simone è quanto mi sentissi sola.

Mio marito che usciva la mattina alle 8 e tornava la sera alle 19, i miei genitori lontani, e le mie amiche al lavoro.

Io e lui, il bambino, a casa da soli tutto il giorno: la noia mortale.

Non fraintendetemi, il mio Simone è sempre stato la cosa più bella che mi sia mai successa, ma passare da una vita piena ad una vita a due è stata una bella botta. Continua a leggere


Lascia un commento

Le idee dei vostri bambini diventano realtà!

Una mamma mi segnala questo sito, l’idea mi è piaciuta molto, tanto da pubblicizzarlo anche qui (di mia iniziativa e naturalmente gratis, le belle idee vanno sempre premiate!) 🙂

“MiniMess ha l’ambizione di catalogare le più strampalate idee dei bambini e di condividerle con voi.

#1 Perché sarebbe un peccato dimenticare queste idee geniali.

#2 Perché potrebbero ispirare anche gli adulti e ricordarli che una volta, da piccoli, eravamo tutti creativi.

#3 Perché sarebbe bello insegnare ai bambini il collegamento tra idee, invenzioni ed imprenditorialità.

Tra tutte le idee pervenute, MiniMess insieme alla community, selezionerà le idee che hanno il potenziale di diventare prodotti utili e commercializzabili.

Così nel 2014 MiniMess trasformerà 3 idee strampalate in oggetti di design educativi.

Per partecipare è sufficiente ascoltarli, prendere nota e inviare.”


Lascia un commento

Riorganizzare la cameretta…

Dite la verità: siete anche voi sommersi da innumerevoli cianfrusaglie di plasticaccia, accumulate nei vari Natale, compleanni, regali a sorpresa dei nonni…

Io non ce la facevo più a vedere la stanza di Simone piena di cose inutili ed inadatte (tecnicamente è la classica cameretta, che per ora utilizza semplicemente come spazio ricreativo), giochi che per il 90% non guardava mai nemmeno di striscio.

E così un pomeriggio mi sono armata di santa pazienza e scatoloni ed ho eliminato tutto il superfluo, riorganizzando il tutto in diversi angoli funzionali.

Ho deciso di rifarmi allo stile suggerito dalla grandissima Maria Montessori, per avere un’idea del pensiero montessoriano potete leggere qui (io non aderisco totalmente a questa linea educativa, direi che amo un mix tra Montessori/ Steiner e scuola libertaria…).

Ma come applicare queste indicazioni generali al vostro bambino/a?

E’ semplice: guardatelo mentre gioca.

Cosa gli piace fare? Qual è la sua passione? Dove gli piace stare?

Simone è decisamente un “tipo da tavolino”, quindi non potevano mancare tavolo e seggiola a sua misura, ama i numeri alla follia e li crea con qualsiasi materiale a disposizione (compreso il cibo -.-‘, ma anche rami e sassi se siamo fuori, o altri oggetti casuali, fa numeri davvero con tutto), perciò via libera a lavagnetta con numeri magnetici (in assoluto un suo must, ora piccola ma mi sono attrezzata con pittura lavagna e magnetica, appena il tempo volgerà alla clemenza diamo il via ai lavori…!!), calcolatrici (ebbene sì, adora le calcolatrici… Ma questo è davvero figlio mio?!) e cubetti numerici,

angolo matematico

oltre ad alcuni materiali creativi …

dido  Tavolo creativo

Meno sfruttati, ma comunque apprezzati, gli strumenti musicali

musica

e la piccola libreria…

libreria

Poi noi, nel lungo inverno, in casa giochiamo pure a palla, checcefrega!

palle

Ultima cosa che non poteva mancare? L’angolo “Coccole e relax”, ovvio!

relax

E voilà!

cameretta

Qui sotto altre bellissime declinazioni di camerette montessoriane (cliccate sulle immagini):

La nostra ha ampi margini di miglioramento, ma per ora abbiamo sfruttato quello che già avevamo (i mobili li hanno regalati i nonni che del metodo Montessori ignorano ovviamente l’esistenza!)…

La nostra filosofia del resto è Bebè a costo zero!!


Lascia un commento

Della gita in fattoria ed altre tragedie… :)

Ieri mattina abbiamo partecipato alla gita in fattoria organizzata dallo Spazio Gioco che frequentiamo abitualmente il sabato.
Le premesse non erano incoraggianti, in effetti ci sono stati una serie di “Io voglio rimanere a casa” e “Ma perchè dobbiamo andare?!?!” e “Non mi piace uscire!”…
Certi che si sarebbe ricreduto, abbiamo caricato in macchina Patato e via.
Un muso lungo che non s’immagina.
La fattoria era fantastica: mucche, cavallo, cani, conigli, oche, pavoni, anatre, galli, galline, prati, fieno, musica e bambini urlanti… Adooooooooooooooro! ❤
Simone ha passato metà del tempo a giocare con la farina, l’altra metà ad insistere che lo riportassimo all’ovile, il suo.
“Vuoi accarezzare le mucche?? :D” “NO. Mi fanno paura.”.
“Vuoi accarezzare il coniglietto? :)” “NO.” E basta.
“Vuoi accarezzare il cavallo? :S” “Andiamo-a-casa.” -.-‘.
Ma comeeeeeeeeeee?!?!? Tutti i bambini adorano gli animali!!!
Siamo rimasti circa un’oretta, poi, io ed il donatore di mezzo corredo genetico di nostro figlio, sull’orlo di una crisi di nervi, ci siamo arresi.
Però… Però… Mumble… Mumble…
Però abbiamo sbagliato noi ad innervosirci: in fondo chi l’ha detto che gli animali, i prati e la vita di campagna debbano piacere a TUTTI i bambini?
Ogni bambino è un individuo con le proprie particolarissime peculiarità, ma purtroppo noi adulti non siamo abituati a rispettarle.
Rispettiamo gli interessi e le opinioni degli altri adulti, ma forziamo spesso i nostri figli a fare cose che non vogliono, solo perché a noi sembrano divertenti.
E’ un pò come quando vado a vedere gli stage di aikido di mio marito: ci vado perché a lui fà piacere, ma a me l’aikido fà cag… , mi annoio a morte e quando finiscono di praticare in cuor mio esulto; il che è ovviamente incomprensibile per chi, come lui, pratica questa disciplina con dedizione e passione.
Ecco: la gita in fattoria sta a mio figlio come lo stage di aikido sta a me.
Il mio Gengio adora stare a casa, ama i numeri e la logica, il divano e le coccole, tutto il resto è noia, come diceva Califano.
E allora benedetto chi ha parcheggiato nel prato, così, in fattoria, c’era almeno una targa da guardare 🙂



6 commenti

Slow Life

Diciamo che abbiamo in media un’ottantina d’anni da passare qui.
Nei primi 18 che sono passati ho avuto la gran fortuna di una mamma casalinga (aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno) e la gran sfortuna, per entrambi, di un padre “formula weekend” (e un weekend al mese per lo più) a causa del suo lavoro.
Per mio figlio le cose sono decisamente migliori, il papà lo può vedere tutte le sere a cena, me per gran parte della giornata.
Bé però il tempo del suo papà non mi basta. E non basta a lui. E non basta al suo papà.
Se tutto va bene mio figlio e mio marito si vedranno a cena ancora per circa una decina d’anni, fino a quando il piccolo, ormai adolescente, comincerà a disertarci chiamando alle 19 per dirci che mangia da un amico; e onestamente mi sembra poco.
Trovo assolutamente ingiusto che un uomo per riuscire a soddisfare le esigenze della propria famiglia debba passare 11 ore di ogni sua giornata dal lunedì al venerdì in un ufficio; esigenze basilari: vitto e alloggio e le altre che abbiamo tutti, vestiario, libri, qualche comodità-leggi pc e connessione, altrimenti mica mi stareste leggendo-.
Tra poco è il suo compleanno… Cosa mi piacerebbe regalargli? Un lavoro part-time.
E’ possibile? Ora no.
Ma ho deciso di leggere questo libro Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione. Edizioni FAG, 2010 e qualcosa ne verrà fuori.
Perché ci sono troppe cose che trovo assurde:

  •  che i miei suoceri vivano in 2 in una casa da 200 mq (lamentandosi di far fatica a mantenerla e gestirla, ma non riescono a venderla) e noi ad una via da loro pagando un mutuo da 700 euro al mese (per una casa che è un terzo), quando forse con un pò di buona volontà ed una ragionevole divisione degli spazi si potrebbe vivere tutti insieme e fare tutti meno fatica;
  • che 3 pizze da asporto ci costino 25 euro, che moltiplicati per 4 sabati al mese, per 12 mesi l’anno, fanno uno stipendio (uno stipendio in pizze, non so se rendo l’idea -.-‘);
  • che la metà dei nostri soldi vengano volatilizzati da bollette di gas, luce, acqua, telefono e assicurazioni;
  • che tutto questo porti al fatto che mio marito si sta perdendo praticamente tutta la vita di nostro figlio.
Cose che facciamo già per vivere meglio, consumando meno e più sano:
  • Usiamo l’aceto al posto dell’anti-calcare: è una bomba, costa meno e non è tossico (ok, se entrate nel bagno appena pulito sembra di essere una foglia di insalata, ma ne vale la pena!) leggi usi alternativi dell’aceto;
  • Facciamo pane, pizza e focacce in casa (col costo di una sola pizza presa fuori mangiamo bene in 3!);
  • Facciamo le marmellate e i dolci in casa;
  • Non mangiamo carne (principalmente per una scelta etica e perché non è necessaria, per saperne di più http://www.vegpyramid.info/;
  • Compriamo frutta e verdura biologiche dal G.A.S. (gruppo di acquisto solidale) del nostro paese;
  • Invitiamo gli amici da noi invece di uscire (i bambini sono più liberi, si chiacchera di più e non ci si deve vestire bene; se gli amici abitano vicini non si deve nemmeno prendere la macchina 🙂 );
  • Invece di buttare i vestiti li aggiustiamo (ok, li aggiusta una signora e la paghiamo, perchè non so tenere in mano un ago -.-‘); se è proprio il caso di cambiarli perchè non ci vanno più bene li doniamo e quelli del bambino li abbiamo prestati ad altri bambini;
  • Prendiamo i libri in prestito dalla biblioteca, comprando solo quelli che ci piacciono di più;
  • Stiamo attenti a non sprecare acqua e luce.
  • Con il progetto “Diamoci una mano” stiamo avviando un punto di prestito e baratto nel nostro territorio.
Ok, non è molto.

Cose che vorrei fare:
  • l’orto;
  • imparare a cucire e fare a maglia;
  • avere più tempo e fare la pasta in casa e le conserve;
  • Trovare un’ alternativa ai consumi fissi.
Tutto questo perché sono un po’ stufa dei miei falsi bisogni ( e ne ho parecchi… Passo davanti alle vetrine di scarpe e penso “Oddio che belle quelle ballerine, le voglio!” Poi mi fermo, rifletto: In lavanderia ho circa 30 paia di scarpe che mi vanno bene, 25 dei quali non metto mai. Mi servono le ballerine?!).
E soprattutto, soprattutto, perché voglio che la mia famiglia abbia il tempo di godersi il proprio tempo.