Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia


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Food Revolution Day

Food Revolution Day

Ad un anno esatto dall’inaugurazione dell’Expo 2015 , Milano si prepara proponendo un palinsesto multidisciplinare di attività, con oltre 120 appuntamenti nel solo mese di maggio, le cui parole chiave sono: Performance, Art, Leonardo, Media, Kids, Science, Wellbeing, Città Mondo, Creativity and Style e Feed the Planet.

Fra tutte le occasioni di incontro, riflessione e crescita personale, come mamma attenta ad un’alimentazione corretta per tutta la famiglia ci tengo a segnalare il Food Revolution Day, che si svolgerà venerdì prossimo 16 maggio.

Il Food Revolution Day  da tre anni si svolge contemporaneamente in centinaia di città di tutto il mondo (negli scorsi anni oltre 1.000 eventi in 664 città di 62 diverse nazioni) con la finalità di promuovere una miglior educazione alimentare.

Durante la giornata si alterneranno incontri di educazione alimentare per adulti, laboratori di cucina per bambini, corsi di cucina, showcooking e gara finale dei food blogger italiani che hanno partecipato al contest.

E’ ormai nota la correlazione tra un’alimentazione non equilibrata e l’insorgere di varie malattie di diversa natura: educare i bambini ed i loro genitori ad uno stile sano a tavola è la prima prevenzione e come diceva un famoso spot anni ’90…

“Prevenire è meglio che curare!”! 🙂

Inutile dirvi che spero sia posta l’attenzione sull’uso moderato (o magari sul non uso!) delle proteine animali, dei cibi raffinati, degli zuccheri… Non pretendo che ci siano ospiti veg, anche se sarebbe bene!

A questo proposito vi lascio il video dell’ultima conferenza che il Prof. Berrino ha tenuto dalle mie parti:


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Svezzamento classico Vs. Autosvezzamento

Gengio il mangione

Uno dei temi caldi sul quale si confrontano spesso le mamme è lo svezzamento.

Fino a non molto tempo fa l’indicazione dei pediatri era di iniziare con l’introduzione della frutta già verso i tre/quattro mesi.

Oggi lo svezzamento precoce è fortemente sconsigliato dalla comunità scientifica e le indicazioni OMS parlano di almeno sei mesi di allattamento esclusivo al seno.

“Almeno” significa che i mesi di allattamento esclusivo potrebbero essere anche di più, senza che la mamma vada subito in panico: pare che siano parecchi i bambini che a quell’età non si sentono ancora pronti per il cibo solido.

Lo svezzamento è detto anche “alimentazione complementare”, questo ad intendere principalmente due cose:

  1. che deve essere graduale, quindi sostituendo una per volta le poppate (e spesso dopo il pasto i bambini chiedono comunque un cincinin di latte);
  2. che anche se vostro figlio adora le pappe non è un buon motivo per smettere di allattare (sempre secondo l’OMS l’allattamento materno dovrebbe proseguire fino ad almeno i due anni).

Le due scuole che in questi anni si contrappongono sono lo svezzamento classico e l’autosvezzamento.

Il primo prevede le cosidette “pappe”, con il famoso brodo vegetale e tutti gli annessi concessi, introducendo un solo alimento per volta a seconda dell’età del bambino.

Preciso che non è necessario (io sosterrei che è sconsigliabile) armarsi di omogeneizzati, liofilizzati ed affini: evitare i prodotti industriali non può che fare bene, meglio preparare tutto fresco di giornata e fatto in casa (chiaro che l’emergenza può capitare, non ci crocifiggeremo per questo!).

E’ il tipo di svezzamento generalmente consigliato dai pediatri, un po’ vecchio stampo, che però può essere il più indicato nel caso in cui tra i parenti stretti ci siano allergie/intolleranze.

L’autosvezzamento invece in pratica si traduce nel far partecipare il bambino ai pasti usuali della famiglia e fargli assaggiare ciò che si è preparato per tutti, lasciandolo libero di mangiare, di non mangiare, di sperimentare il cibo a proprio piacimento.

Oltre al cibo il bambino sperimenta anche questo bel momento di convivialità, seduto al tavolo con i genitori, i nonni, gli eventuali fratelli, gli zii, gli amici e chi più ne ha più ne metta.

E’ un approccio più liberale che a me piace molto: rende il bambino attivo e curioso nei confronti del cibo, non si creano aspettative e non c’è nessuna forzatura, inoltre c’è il plus di evitare quella sorta di “doppio svezzamento” per cui il bambino passa prima dal latte alle pappe e poi dalle pappe al “cibo vero”.

N.B. Do per scontato che abbiate un’alimentazione sana: autosvezzamento sì,  McDonald’s no!

Con Simone abbiamo fatto un mix, ovvero il primo mese di “cambio dieta” mangiava la pappa, poi faceva degli assaggi da tavola ed infine si attaccava al seno.

La fortuna sfacciata di avere un figlio “di buona forchetta”.

Abbiamo scelto l’introduzione graduale degli alimenti perché i miei fratelli e mia madre sono allergici/intolleranti praticamente al mondo intero.

Avremmo comunque potuto evitare le pappe, ma non ero ancora così informata; comunque già alla prima lui si è scofanato l’intera fondina, entusiasta (ripeto: trattasi di fortuna sfacciata).

A dieci mesi le abbiamo totalmente abbandonate in favore di grossi piatti di pastasciutta.

Col senno di poi l’introduzione graduale degli alimenti per noi si è rivelata azzeccata: nostro figlio è allergico ai frutti di bosco, come mia madre -.-‘.

Il mio consiglio spassionato è quindi di regolarsi a seconda dei tempi del bambino, della storia clinica della propria famiglia e di ciò che più vi rende sereni :).