Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia


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Le regole d’oro del cosleeping

Molti genitori non dormono con i propri figli perché lo ritengono poco sicuro (gli altri perché non lo ritengono “giusto”… Non li devo convincere per forza del contrario, ma possono leggere “Perché fa bene dormire con i propri genitori“…) (ok, li vorrei convertire tutti ed io li chiamo “quelli dell’altro partito”, mi avete scoperta!).

In effetti la cronaca sovente riporta casi di neonati soffocati nel lettone e persino le linee guida della Croce Rossa Italiana lo sconsigliano caldamente.

Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza sui termini, dato che sentiamo parlare generalmente di cosleeping, letteralmente “dormire insieme”, ma per essere più precisi ne esistono di due tipologie: il room-sharing ed il bed-sharing.

Room-sharing

Letteralmente “condividere la stanza”;

è quando si mette il lettino del bambino nella stanza di mamma e papà.

A me ricorda una situazione alla Dirty Dancing, presente? “Questo è il mio spazio e quello è il tuo spazio, Baby.”

Dirty Dancing

Il mio punto di vista? Scomodissimo.

Devo allattare? Mi devo alzare. Continua a leggere


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Perché fa bene dormire con i propri genitori

cosleeping con papà

Oggi è il World Sleep Day.

Potevo io, proprio io, che sul sonno ho letto più di qualsiasi altro essere umano per colpa di grazie a mio figlio che non dormiva, esimermi dallo scrivere un articolo su questo argomento?!

Claro que no!

Abbiamo quindi già disquisito amabilmente di risvegli notturni e di quanto si possa dormire con i propri pargoli, oggi vi vorrei deliziare con degli squisiti dati scientifici che sostengono il cosleeping. Continua a leggere


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Per quanto tempo si può dormire con i propri figli?

cosleeping

Mi brucio subito la mia risposta?! Tutta la vita!

No, tutta la vita no, e non perché non si possa, ma perché loro non vorranno, statene certi.

Persino io, cosleeper di mia madre per nove anni, oggi come oggi mi sentirei un filo in imbarazzo a dormire nel lettone coi miei (ergo per i trentadue anni siete a posto, tranquilli).

Quindi, dal mio punto di vista, la risposta è … Continua a leggere


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Che amarezza.

Resto sempre basita ed amareggiata quando vengo a conoscenza di articoli come quello del link che riporto qui sotto.

Inutile dire che non condivido PER NIENTE la posizione di questo pediatra.

Mi dispiaccio per i bambini di tutte le mamme in attesa e le neomamme che lo leggeranno e che magari (ma spero di no) attueranno queste “strategie”, è una testata giornalistica di larga diffusione perciò ho paura che saranno in molte… 😦

A voi giudicare… Non fatevi fregare dalle belle parole, so che di primo acchito sembrano concetti sensati, dal mio punto di vista non lo sono, per niente.

“…se un bambino di due mesi, appoggiato sulla sua sdraietta, si annoia e piagnucola per attirare l’attenzione degli adulti, non è indispensabile che mamma e papà accorrano sempre e immediatamente da lui interrompendo le proprie attività. Altrimenti il piccolo si convincerà che può disporre illimitatamente del loro tempo e della loro attenzione…” Continua a leggere…