Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

Educazione empatica non è non dire mai “no”

8 commenti

Capita spesso e  volentieri che quando pronunci parole quali “educazione empatica”, “ascolto” ed “accoglienza” nella mente del mio interlocutore (di solito una madre sventurata che ancora mi conosce poco e non sa che sono un’invasata di pedagogia) si profili l’idea di due genitori che:

a) non danno limiti;

b) non hanno e soprattutto non danno regole;

c) non dicono mai di no;

Ebbene il fraintendimento un po’ si crea perché non è facilissimo riassumere un approccio del genere mentre tu e la mamma in questione rincorrete pargoli che sfrecciano ai lati opposti del parco (poi io dall’altalena urlo sempre verso lei allo scivolo “Prova a leggere Alfie Kohhhhhhnnnn…! 🙂 “, ma secondo me lo fanno in poche) e un po’ è perché c’è pieno il parco (e conseguentemente il mondo) di gente che dichiara ai quattro venti di aderire a questo tipo di modello educativo ed invece non ha capito una beata mazza.

Io ne ho incontrata parecchia.

Caso A

Gente che lascia che la propria stirpe meni a destra e a manca e che quando la guardi speranzosa in cerca di un intervento ti sorride “Sai, ho letto che devo lasciarlo libero di sfogare la sua rabbia!” Sì, ho capito, su mio figlio?! (Poi io posso sfogare la mia?! 😛 ).

Forse hanno letto che non devono fargliela reprimere la rabbia, ma, chiariamoci, il genitore è una guida e come tale deve insegnare ai propri piccoli le regole di civile convivenza (presente? Non si picchia, non si urla…): esistono modi pacifici per dichiarare il proprio disaccordo e disappunto che non prevedono l’uso della clava comprensibili fin dalla più tenera età, il nostro ruolo prevede che glieli rendiamo noti.

Caso B

Gente che sta crescendo dei “mini-Attila” che mangiano quando vogliono, vanno a letto quando più gli pare e piace, non lavano i denti e all’occorrenza rispondono pure male.

Esistono i no senza alternativa? Ma claro que si! Esistono le cose che si devono fare perché si devono fare? Bé, forse non è la spiegazione che do (mi profondo in comizi così esaustivi sulle motivazioni delle mie richieste che spesso mio figlio cede per sfinimento), ma comunque si deve fare!

Mangia quando mangiamo noi (senza formalizzarsi, ovvio, io non sono quella che ti nega il grissino perché “tra mezz’ora è pronto!”), va a letto ad un orario consono perché la mattina ci si deve alzare e non è salutare dormire poco, si lava i denti e tutto ciò che è richiesto perché è cosa buona e giusta e che Dio mi fulmini se qualche volta gliel’ho fatta passare liscia quando ci ha mancato di rispetto.

Non lo trovo poco empatico, lo trovo saggio: il bambino di oggi è l’uomo di domani.

I bambini sono competenti, questo è verissimo, ma sta al genitore cogliere i giusti segnali ed a volte il segnale è “sono disorientato, non so bene cosa/come fare, dammi una mano (dammi e spiegami una regola)”.

L’unica differenza tra questo approccio ed il comportamentismo è che ogni giorno impara il significato di tutte queste regole, qui non esiste la risposta “Perché lo dico io” o “Perché altrimenti mi arrabbio/finisci in punizione”, l’unica differenza.

Le regole ci sono e vanno rispettate, c’è un po’ (troppa) confusione tra “metodo empatico” e “permissivismo ad oltranza”/”accettazione totale di qualsivoglia comportamento”, una confusione pericolosa anche, perché quello è “non educare” dal mio punto di vista.

Caso C

Gente che “A forza di ascoltare e soddisfare ogni suo bisogno non ho più una vita.”

Sorpresa: esistono anche i nostri bisogni!

“Mamma felice=figli felici” è il motto piuttosto abusato da chi ha la coda di paglia e giustifica così la qualunque (leggi: mette al primo posto qualsiasi cosa fuorché i propri figli) e non sarò certo io a pubblicizzarlo in questi termini, ma nulla vieta di ritagliarci degli spazi ragionevoli.

Dopo una giornata passata a giocare insieme, se pure voglio buttarmi a pesce sul divano e leggermi in santa pace un libro ne avrò pure il diritto?!

 E che cavolo, ogni tanto può essere empatico pure lui, non è questo che gli insegniamo?! 😛

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

8 thoughts on “Educazione empatica non è non dire mai “no”

  1. Fantastico racconto nel quale ogni mamma dovrebbe riconoscersi… si anche negli aspetti più antipatici.

    Mi piace

  2. Ohhhh, e diciamolo! E tu lo hai detto benissimo! 🙂 Concordo su tutto ciò che hai scritto!

    Mi piace

  3. Altro che empatia…alcune mamme non sanno neppure cosa significhi il termine!
    Moltissimi genitori dovrebbero essere educati o ri-educati per primi loro. E si accaparranno poi anche il diritto di essere bravi genitori! Ma va la, va…
    (scusa…sfogo da genitore al parco che oltre alla mia, devo insegnare l’educazione ai figli degli altri mentre le mamme spettegolano più o meno celatamente sulle panchine!!)

    Mi piace

  4. Bell’articolo! Tu come riesci a fare diventare il tuo ometto empatico nei tuoi confronti?? Perché le mie principesse, 6 anni e mezzo e 2 anni e mezzo, sono sempre in mammite acuta!

    Mi piace

    • Semplicemente non faccio mistero di ciò che provo 🙂 Se sono stanca, se ho bisogno di rilassarmi, se non mi sento bene… Glielo dico. Questo non vuol dire che automaticamente lui lo accetti, ma rimango ferma in ciò che voglio e magari gli offro uno spunto per impiegare il tempo in cui io sono impegnata in altro. Comunque ho notato che la loro empatia cresce man mano, volta dopo volta. Chiaro che non possiamo pretendere di passare due ore sul divano 🙂 (ma un giorno…! 😀 ) Grazie Giulia 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...