Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

Tuo figlio è ad alto potenziale? (Piccolo genio? No, grazie, è un bambino, soprattutto.)

12 commenti

Genitori di bambini ad alto potenziale

Non si parla quasi mai apertamente di plusdotazione ed in questi mesi comincio a capire il perché…

Sono in molte le mamme che ho conosciuto in questo ultimo periodo che tutelano i propri figli e la propria famiglia non parlandone, minimizzando in pubblico, scrivendone sotto pseudonimo… Le capisco bene ora, perché innanzitutto ci sono dietro storie anche molto complicate e molto dolorose da gestire, e poi perché il 99% delle persone con cui se ne parla travisa a priori ciò che stai cercando di spiegare.

Sotto il post in cui parlavo del colloquio alla scuola materna  sono spuntati dei commenti fortuiti che mi hanno portata ad informarmi meglio…

Cos’è la plusdotazione?

Dal sito dell’ AISTAP:

“La plusdotazione è una dissincronia nello sviluppo nella quale elevate capacità cognitive ed il saper svolgere le attività con notevole intensità, si combinano per formare esperienze interiori ed una consapevolezza che sono differenti dalla norma. Questo loro essere così particolari li rende particolarmente vulnerabili e richiede l’utilizzo di uno stile parentale, di un’educazione e di un metodo d’insegnamento e di counseling particolare al fine di sviluppare appieno il loro potenziale (Columbus Group, 1991).

Uno, nessuno e centomila …

Non esiste un’unica definizione di plusdotazione che possa comprendere tutti gli aspetti e le componenti che fanno sì che un ragazzo o una ragazza vengano chiamati “plusdotati”. Alcuni ricercatori si focalizzano maggiormente sulle capacità intellettive misurate attraverso i diversi test d’intelligenza in uso; altri invece ritengono che debbano essere incluse anche prove più di tipo accademico, come ad esempio i test scolastici; altri invece ritengono che vadano anche considerate le arti (musica, pittura, disegno, ecc.); infine, per quasi tutti è necessario che per parlare di “plusdotazione” siano anche inclusa la creatività, cioè la capacità di creare qualcosa di nuovo e di originale, anche partendo da dati ed informazioni conosciute. Per creare ancora più confusione, si deve dire che tutte queste definizioni non sono in contraddizione una con l’altra, ma sono semplicemente punti di vista differenti, che possono essere utilizzati a seconda del contesto e delle esigenze specifiche.”

Dal sito di Giovanni Galli (psicologo, psicopedagogista, Zeta.Pi.Esse APC), traduzione di un documento ASEP:

“ATTENZIONE! I BAMBINI AP NON SONO:

né piccoli geni che sanno tutto,

né intellettuali, matematici occhialuti,

né studenti necessariamente molto bravi!

“I bambini precoci non sono bambini come gli altri, ma come gli altri sono bambini” (Dr.

Olivier Revol).

Alcuni sognano in classe, altri lavorano, alcuni procedono anticipando le lezioni, altri

fanno di tutto per essere dimenticati. Possono essere ritrovati in tutti gli ambienti socio-professionali, sia ragazze che ragazzi.

I bambini AP sono bambini che pensano e lavorano in modo diverso, escono dalla norma

per quanto riguarda il loro QI.

I bambini AP hanno una capacità di ragionamento, di memoria, d’inventiva, d’immaginazione, d’emozione, maggiori rispetto alla norma.

I bambini AP sono bambini che, se hanno un tasso di sviluppo intellettuale più veloce, ciò non di meno hanno lo sviluppo psicomotorio e lo sviluppo emotivo identico e, talvolta, persino inferiore a quella dei bambini della loro età. Questo divario, detto “dissincronia”, è ancora più evidente siccome gli adulti si aspettano spesso da loro un comportamento in rapporto con il loro intelletto.

Sappiamo che essi rappresentano il 2 – 5% della popolazione scolastica. Questo significa che li incontriamo regolarmente nelle nostre classi senza mai depistarli.

Chi sono e come riconoscerli?

Secondo J. C. Terrassier e P. Gouillou: un bambino è “ad alto potenziale” quando ha un tasso di sviluppo intellettuale molto superiore a quello normale per la sua età, mentre il suo sviluppo emotivo, interpersonale e psicomotorio corrispondono agli standard della sua età.

Il loro alto quoziente d’intelligenza (oltre 130) è uno degli indicatori, integrato da altri indici. La dotazione si stabilisce su di un insieme di fattori. La “diagnosi” è fatta da uno psicologo durante un bilancio globale del bambino.”

Dal sito di STEP-NET:

“Chi sono i soggetti ad alto potenziale?

Il termine potenziale indica un’area di sviluppo posseduta da tutti, secondo caratteristiche individuali di natura biologica, che si attiva grazie alle stimolazioni del contesto (famiglia, scuola, pari, contesto socio-culturale, ecc.) e che consente a ciascuno di sviluppare abilità specifiche. La quantità e la qualità delle stimolazioni e delle esperienze offerte dai contesti di crescita consente o meno di realizzare le potenzialità individuali. I soggetti ad alto potenziale sono individui dotati di possibilità di sviluppo superiori alla media. Queste possono riferirsi ad ambiti molto diversi tra loro. scolastico, artistico, motorio e socio-emotivo, ecc.; anche se molto spesso la definizione e i programmi di potenziamento si riferiscono al solo ambito cognitivo.”

Queste le definizioni formali, poi ci sono le storie personali.

Ho deciso di condividere alcune informazioni qui per dare la possibilità a qualcuno che una diagnosi errata si trasformi in un altro percorso.

Tra le mamme conosciute spicca Chiara, con la quale abbiamo fondato una pagina Facebook di informazione (lei ci mette la professionalità, io l’ironia… Si sa che la parte della cazzona la faccio sempre io ;P Ma sta imparando! :D) “Crescere bambini ad alto potenziale” ed il gruppo di confronto “Genitori di bambini ad alto potenziale” (prima di chiedere l’accesso leggete le info, please! La pagina invece è pubblica).

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

12 thoughts on “Tuo figlio è ad alto potenziale? (Piccolo genio? No, grazie, è un bambino, soprattutto.)

  1. Da me non partirà nessuna critica.
    Solo un grazie per aver condiviso ciò che stai passando. Per aver reso più chiaro questo argomento.
    Non credo ci si possa vantare per doni/doti naturali altrimenti si passerebbe da stupidi.
    Per quanto mi riguarda ho cercato di informarmi e capire se anche la mia fosse ad AP. Alcune classificazioni calzano a pennello altre sono opposte a quello che è o fa. Quindi staremo a vedere tenendo presente questa eventualità.
    Solo una puntualizzazione che non vuole essere una critica bensì uno spunto di riflessione.
    La plusdotazione può essere una cosa davvero bella se riconosciuta e fatta comprendere anche al bambino in base alla sua età. Non possiamo difendere i nostri bimbi dal mondo esterno sempre e per sempre. I coetanei sapranno essere malvagi più di quanto immaginiamo. E’ qui che il mestiere di genitore si fa duro. Siamo noi che dobbiamo fornire ai nostri figli gli strumenti adatti per difendersi e non soccombere. Più facile a dirsi che a farsi!
    A presto, ciao!

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    • Grazie Anna 🙂 Per ora l’importante era fargli capire che non è diverso nel senso negativo del termine, gli abbiamo detto che semplicemente sa cose che gli altri bambini impareranno più avanti e che lui le ha scoperte prima perché gli piacciono molto. Nessuna parola strana e nessuna “etichetta” che ora non saprebbe gestire, la cosa importante era fargli capire che i suoi non sono interessi sbagliati, che lui non è sbagliato… Poi crescendo si vedrà, ci adatteremo, capirà… Un passo per volta 🙂 Intanto sono felice di avere riacquistato la serenità, che onestamente avevo perso… 🙂

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  2. Brava Michela! Brava per il tuo “coraggio”! Per il tuo venire fuori dalla nebbia del preconcetto, del dubbio e della paura dei giudizi altrui, tutto assieme! Mi piaci soprattutto quando scrivi che magari si sta anni ad arrovellarsi senza mai venire a capo di niente!

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  3. E pensare che al parchetto che frequento io son tutte mamme di geni! Scherzi a parte… io ci son passata in prima persona alle elementari. Prima no, che ero stata molto fortunata alla materna. E poi è passata la cosa perchè ho incontrato i giusti insegnanti alle medie e soprattutto alle superiori. L’unico vero problema è quello, perchè un bambino AP non ha bisogno di scuole speciali, corsi speciali ne è detto che diventerà speciale, ma ha bisogno dei giusti stimoli per evitare di annoiarsi!

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  4. ciao! Ultimamente questo tema della plusdotazione è diventato abbastanza frequente da incontrare, la prima volta ne ho letto su Uppa, che riportava la testimonianza di una mamma passata attraverso la segnalazione da parte della scuola e neuropsichiatri infantili. Mi ha colpito tanto la frase che avevano utilizzato per descrivere suo figlio, come un bimbo che di “testa” dimostrava un’età superiore, ma di “pancia” rimaneva un bimbo con pulsioni e sentimenti propri della sua età. questa discrasia tra età intellettuale ed età dei sentimenti è una caratteristica che noto in mio figlio, che devo spesso difendere dai parenti.”ma come?! è così intelligente, fa ragionamenti così articolati e poi fa il capriccio per questa sciocchezza?!?”. non penso che tutti i bimbi molto svegli rientrino nell’alto potenziale, però leggendo quali sono le caratteristiche più frequenti dei bimbi AP, ritengo opportuno tenere presente anche questa possibilità…

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    • Ed io sono contenta che tu ne tenga conto! 😀 Ti consiglio dii informarti tanto e bene, sui siti degli enti che ne trattano con serietà e professionalità (ho fatto una sezione apposita) e di valutare se contattarli. Io quando c’è un dubbio lo consiglio, purtroppo l’alto potenziale è “faticoso” da gestire per i bambini, sono varie e diverse le difficoltà che si possono incontrare, meglio muoversi per tempo; a questo proposito, nel caso decidessi che è il caso (se già hai un dubbio io lo farei, poi ti diranno loro se è opportuno fare o meno la valutazione, gli esperti sono loro 🙂 ) ti consiglio di contattare entrambi, LabTalento ed Aistap, i tempi di risposta possono variare a seconda dell’afflusso… Poi starà a voi decidere dove vi sentite più a vostro agio 🙂 In bocca al lupo! (Se vuoi puoi richiedere l’accesso al gruppo, di solito mandiamo un messaggio privato prima dell’autorizzazione… Grazie!)

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  5. Ciao Michela. Passavo da qui per caso. Ogni volta che vengo a sapere di qualcuno che ha letto l’articolo di UPPA ho un salto al cuore e mi emoziono. Tu sai perchè…Spero davvero di aver “illuminato” un pò di persone e di aver rasserenato qualche bambino. Pian piano cercherò anche di venire fuori dall’anonimato, ma ho bisogno ancora di tempo. I tempi non sono ancora maturi 😉

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    • Hai illuminato me e salvato Simone ❤ Non ti ringrazierò mai abbastanza ❤

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    • È bello leggere i vs commenti sui bimbi Apc.Ho chiesto valutazione per mio quarto bimbo perché entusiasta per la matematica da grande irrequieto e spesso arrabbiato quando torna da scuola. Fa la prima primaria. Noto quanto sia difficile spiegare che chiedere la valorizzazione dei ns bimbi sia un bisogno reale e non un vezzo di chi non sa aspettare. Questo perché si rischia di instaurare col tempo di un meccanismo che porta all underachievement e a non apprendere con entusiasmo. Grazie a tutti gli insegnanti che decideranno di mettersi in gioco. ..

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      • Sto leggendo un libro illuminante a riguardo, “Piccoli geni crescono” di S. Cote;
        il titolo è fuorviante, sono le storie di ex bimbi apc, ora cresciuti, ed ognuna mette in risalto una pecca od una virtù dei loro genitori e/o insegnanti 🙂
        Ti aspettiamo nel gruppo 🙂

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