Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

Come farsi obbedire dai bambini?

19 commenti

non è facile!

“Mio figlio non mi ascolta MAI!”

“Mia figlia fa solo quello che vuole lei!”

“Non so più come farmi obbedire!”

Pare che questa sia la questione focale dei rapporti tra genitori e figli, vi ritrovate?

Ah, questi bambini di oggi… Sono terribili!!!

No, non è vero.

Innanzitutto proviamo a respirare e fare una sorta di maccheronico training autogeno: immaginate il vostro pargolo che dice sempre sì, che scatta al vostro richiamo, che le maestre manco sanno di averlo…

Bellissimo?!

Preoccupante, direi.

Un bambino che si comporta così o ha molta paura o non ha uno straccio di personalità (eddai, di Gandhi ce n’è stato uno, eh!).

Molto bene, abbiamo appurato che la nostra prole sta nella media nazionale, questo ci fa già stare un pochino meglio, perché, si sa, mal comune… mezzo gaudio (pare).

Il problema comunque rimane, direte voi.

Ci sono stati giorni in cui mio figlio mi ha fatta impazzire.

Rewind: ci sono stati giorni in cui ho detto un sacco di no.

Rewind: ci sono stati giorni in cui ho detto un sacco di no… Che avrei potuto evitare.

“Amore no, non aprire la fontanella, ti bagni e ti ammali!”

Oh, sì, già me lo vedo in fin di vita per una malattia respiratoria… Ma va là. (primo no eliminato)

“No! Ti stai sporcando tutto!!”

Quindi?! (secondo no eliminato)

“Ora non ti do nulla da mangiare perché tra mezz’ora si cena!”

Ecco, perché se il grissino lo mangi alle sette va bene, ma alle sei e mezza proprio nun se pò. (terzo no eliminato)

Insomma, per dire che tante volte ci facciamo mille paranoie inutili e la resistenza ce l’andiamo proprio a cercare.

Né autoritari né permissivi

Certo che qualche no è essenziale.

I bambini a volte fanno cose moooolto pericolose o a volte semplicemente non è possibile che in quel momento facciano ciò che gli pare e piace.

Non viviamo in una comune del ’68.

Allora a volte bisogna castigarli.

No, sto scherzando, mica sono impazzita ;P

Proprio stamattina ho letto in un gruppo il commento di una mamma che consigliava il castigo “che funziona ancor più che sgridare!”.

Sono svenuta un attimo e mi sono fatta forza per fuggire dalla polemica, pensando “ma anche legarli funziona, se possiamo dirla tutta…”.

Sì, bene, il castigo funziona (vedi sopra: “bambino che ha molta paura” e leggi “Adesso ti siedi 5 minuti a pensare!“).

Funziona ora, non funziona domani. Escalation di castighi. Urla. Minacce. Bel clima!

Soluzioni alternative che mi piacciono

  • Venirsi incontro:
    “Amore va bene, gioca con l’acqua, ma appena hai finito ci cambiamo subitissimissimo altrimenti ti ammali perché fa freddo.”
    Risposta “NO.”
    E vabbuò, vostro figlio è un duro, siate tenaci 🙂
  • Prevenire è meglio che curare:
    non diamo di matto perché tocca i soprammobili, togliamoli!
  • Spiegare, spiegare, spiegare fino allo sfinimento (il nostro per lo più…!):
    poco tempo fa Simone si era dato agli sport estremi, uno su tutti “mi lancio tra le macchine in corsa”; ha smesso quando gli ho spiegato che se scende dal marciapiede senza un adulto le macchine lo possono schiacciare, se le macchine lo schiacciano rischia di volare in cielo e in cielo non si possono più vedere mamma e papà. E’ rimasto un filo traumatizzato, ma d’altronde questo è.
  • Buttarla sul ridere:
    magari non ci abbiamo mai pensato, ma a volte ci infiliamo in dei testa a testa che lasciano una scia di frustrazione infinita ed inutile…
    Cito mamma Ada: ” E’ uno spunto dall’analisi transazionale, praticamente incroci il suo stato dell’io e esci dalla dinamica che potrebbe durare in eterno! A tuo figlio fa solo che bene vivere un po’ di pazzia! Si rende conto che ci sono modi diversi di affrontare la stessa situazione e di solito quelli più creativi e un po’ folli sono quelli a volte più efficaci!” e mamma Irene: “Ridere risolve tantissimo. Buttare in ridicolo la propria rabbia, anche, farla diventare momento di gioco. “Ti acchiappo e ti metto le mutande sai? In testa! Vieni qui amore smutandato!”. A volte faccio anche la parodia di me stessa arrabbiata, loro ridono da matti, e naturalmente diventano più collaborativi.”
    Unica cosa che mi sento di sottolineare: se agite sempre in questo modo i vostri figli potrebbero aumentare il numero di “no” solo perché diventi un gioco. Quindi ci sta a tratti e dove è l’unico modo per stemperare la tensione.
  • Non esplodere la rabbia contro il bambino, respirare ed allontanarsi (se possibile):
    sull’andarsene avevo letto nel libro di Alfie Kohn che è abissale la differenza tra “ora sono arrabbiata e tu vai in camera tua!” e “ora sono arrabbiata quindi vado un po’ di là a calmarmi”.
    Quando tornerete avrete la giusta calma che serve per provare uno degli altri modi di gestione del conflitto.
  • Collaborare:
    il più delle volte cerco di superare il conflitto con la collaborazione;
    “Amore dai mettiamo i calzini”
    “Non voglio”
    “(sorriso comprensivo stile Madonna-non la cantante) Facciamo così: li scegli tu e poi ne mettiamo uno a testa?”;
    ma chi ha a che fare con figli parecchio volitivi ben saprà che non sempre funziona… Stai ferma un turno, rilancia il dado e riparti dalla casella numero uno… ;P

 

Mio figlio mi ascolta sempre? Ma certo che no.

Queste strategie sono infallibili? Come la maionese, sono buone ma a volte possono impazzire. Vale comunque la pena di provare, no?

Noi siamo sempre d’accordo, sempre felici, sempre nel giusto e non urliamo mai? Vi siete persi “Mio figlio mi picchia (ed io vorrei sbattere la testa contro il muro)”.

Insomma io non conosco i vostri figli ed i miracoli ancora non li faccio, però se pensavate che punire e/o minacciare fosse giusto e/o inevitabile, ecco, magari ora avete uno spunto di riflessione, tutto qua 🙂

N.B. La SEO mi impone di usare questo termine perché i genitori trovino questo post, ma a me “obbedire” fa pensare ai cani ed alle armate naziste, sia chiaro!

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

19 thoughts on “Come farsi obbedire dai bambini?

  1. Mi piace proprio!
    Certo però che mio figlio è un duro… e a volte spiegare i “perché no” è difficile… “Amore, mettiti ALMENO le mutande per uscire in terrazza…” 😉

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  2. quoto l’onesta precisazione del punto “buttarla sul ridere”… per una volta che ho fatto il mostro giacchettone per mettergli la felpa, ora si vestirebbe sempre così (che significa inseguirlo per la casa con l’indumento da indossare facendo il mostro e ovviamente senza prenderlo mai)

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  3. Sei molto chiara e riflessiva… Mi stupisco, non sono abituata a conoscere gente del genere… I miei mi hanno sempre menato, anche per le sciocchezze, tanto che ora non sono le botte a farmi male, quanto le parole… Purtroppo l’ambiente in cui sono cresciuta mi ha quasi abituata alla violenza, e ho paura che un giorno io possa fare lo stesso coi miei figli… Questa è una delle mie paure più grandi…
    Volevo sapere… Hai poi risolto il problema del tuo bambino che picchia? Perché conosco dei genitori che vengono costantemente picchiati dal figlio di sei anni (che picchia chiunque, anche gli sconosciuti, i nonni, anche me!) che però non reagiscono, o meglio gli dicono “smettila” distrattamente se picchia altri, o lo picchiano (comunque piano eh) se picchia loro stessi… Ovviamente il bambino se ne frega altamente e ride loro in faccia, ma mettiamo in chiaro che il bambino è stato proprio viziato su TUTTO eh… Quindi volevo sapere, tu hai risolto? E se si, come? Mi chiedo sempre come mi potrei comportare se mi succedesse qualcosa di simile…

    Grazie,

    Maira

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    • Non temere di riproporre il tuo vissuto, lo si fa solo se non si è consci del male che ci ha fatto; ho risolto con Simone che picchia? Mah, a tratti. A casa non lo ha più fatto, a scuola saltuariamente e solo se sotto stress; come abbiamo fatto esattamente non lo so dire, nel senso che lo abbiamo affrontato su più fronti: abbiamo cercato di farlo mettere nei panni degli altri (” a te piace quando ti picchiano?”), abbiamo mostrato i nostri sentimenti negativi di fronte a questi atteggiamenti (“Simone se tu mi picchi io mi arrabbio e non ho più voglia di stare con te”, che non è “se mi picchi non gioco più” perché si spiega la dinamica sottesa), abbiamo cercato di dargli altri strumenti per veicolare la rabbia (“se sei arrabbiato puoi dirlo e va bene, è giusto; ma dillo con le parole, non con le mani”)… Insomma una corazzata di interventi sia a scuola che a casa 🙂 E da ultimo … Grazie ❤

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  4. Bello!cose che si sanno (non è vero,cose che qualcuno sa 🙂 ) ma che fa sempre benissimo leggere,perchè nei momenti di sconforto si dimenticano facilmente. purtroppo.

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  5. Grazie per avermi risollevata! Tra marito e suoceri, sono l’ unica che la pensa come te. Per loro, lo dovrei tenere legato: tutto, anche giocare con i pesciolini di gomma, potrebbero farlo volare in cielo!
    Ma io li lascio nei loro attacchi di cuore (“oddio, il bambino gioca con gli stuzzicadenti! “; “oddio, il bambino non sta seduto sul tappeto e gattonando MORIRA’ dal freddo”…) e vado avanti con le mie convinzioni. Ad oggi mio figlio è sempre felice, sorridente e ha imparato un sacco di cose! =)

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    • Forse perché i miei parenti sanno che so quel che faccio non hanno mai detto nulla su come alleviamo Simone 😛 Il marito è nella schiera dei convertiti, ma ogni tanto gli devo fare il ripasso…Mi trovo pesantemente in contrasto invece con la maggior parte delle mamme che incontro a visu e in alcuni gruppi online… Proprio per evitare di entrare costantemente in conflitto mi sono ritagliata uno spazio mio!

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      • Per fortuna, i genitori di mio marito (dei miei parenti non parlo perché vivono lontano da me e da lontano è facile “non” intervenire) e mio marito stesso, sanno che è loro, il limite. Hanno mille paure ma quando esprimono certi pensieri lo fanno perché proprio non ci riescono a non avere timori. Ma poi lo sanno che incasso e vado avanti con le mie idee che ritengono “coraggiose” e non sbagliate, per fortuna.
        Mio marito si sta rilassando un po’ per volta… speriamo bene! 😛

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      • Bé dai, è già una buona situazione!

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  6. Ah, dimenticavo: ottima, la precisazione sulla terminologia utilizzata, a fine articolo! La SEO, a volte, è una brutta bestia! 😀

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  7. Saresti l’eroe di mio figlio, noto stalker di genitori autoritari che incontra anche solo casualmente per strada! Era piccolissimo quando analizzava in modo critico le puntate di SOS Tata che alle nonne piacevano tanto 🙂
    Io ho ricevuto un’educazione molto rigida e non avrei mai potuto riproporla come madre, poi tanto dipende dalla persona che ti capita come figlio, nel mio caso i più classici metodi del premio/punizione o del “stai sulla sedia a pentirti” avrebbero solo sortito effetti opposti.
    E sono d’accordo con te, i bambini che non si oppongono sono quelli che non hanno più fiducia nella possibilità degli adulti di accogliere le loro esigenze. Pensare che l’origine etimologica di obbedire è proprio “prestare ascolto”.

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    • Io poi trovo che un bambino ascoltato, un bambino accolto, un bambino rispettato rimandi gli stessi comportamenti. Quando rompo qualcosa (spesso!) mio figlio mi dice “Non ti preoccupare mamma, è stato un incidente e capitano a tutti!” Eccerto Gandhi, hai ragione… ;P Oppure sapendo che quando posso lo lascio tergiversare in ciò che gli piace (è tipico di noi mamme ripetere allo sfinimento “dai che è tardi!” anche quando in realtà non c’è necessità -.-‘, ci hanno insegnato così, a fare tutto in fretta, senza dirci il perché!) capisce che se gli dico “Simone sbrighiamoci,perché blablabla” è un’esigenza vera e si velocizza. All’inizio per esempio lo ritiravo da scuola e lui voleva stare un po’ al volante “a guidare” (da fermi, eh!), dentro di me partiva l’impulso “Ma no dai, andiamo!” frenato da “Andiamo maddechè?! A fare cosa?! Che mi cambia?!” Probabilmente in molti si chiedevano che facevamo in macchina seduti fuori dall’asilo… Ebbene, prendevamo la vita lentamente! (sono diventata una campionessa in questo, ahahahah ;P)

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