Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

Bisogni reali e bisogni apparenti: la decrescita felice e l’essere madre

2 commenti

Decrescita Felice

«La Felicità interna lorda è più importante del Prodotto interno lordo», slogan di Jigme Singye Wangchuck, ex re del Bhutan, sulla facciata della Scuola di arti tradizionali diThimphu, nel 2010.

Cosa vi rende felici?

Domanda difficile?

Le mie risposte sono variate con il trascorrere degli anni e degli eventi.

Posso dirvi cosa mi rende felice in questo momento: mi rende felice dedicarmi alla mia famiglia, vivere la vita lentamente, uno stile che mi appartiene per natura.

Da quando è nato mio figlio molte priorità sono cambiate ed avere il pomeriggio libero per dedicarmi a lui ora vale molto più della vacanza in Polinesia (che però rimane un ricordo fantastico, claro!)…

Tikehau 2008

Tikehau 2008

La mia felicità dunque, per ora, e credo fin quando i miei figli saranno grandi, è inversamente proporzionale alle ore in cui sono impegnata con il lavoro (e per fortuna lavorare mi piace!)…

Sono passata con soddisfazione dal full time al part time, l’unico meno compiaciuto… è il conto corrente!

I conti spesso tornano a fatica ed a tratti non tornano proprio, le spese sono tante: il mutuo, la macchina (LE macchine, lavorando entrambi fuori paese), le bollette, blablabla…

E a quel punto tocca ingegnarsi!

Invece di guadagnare di più tento di spendere meno, di farlo con criterio, senza rinunciare alla qualità, di declinare i bisogni apparenti (un BMW M3 che avrei dato un braccio a vent’anni per averlo, per esempio ;P) in favore di un bisogno che mi è essenziale: il mio tempo.

Non lo nego, spesso mi faccio travolgere dagli eventi  ed inizio a cercare una fonte di reddito alternativo, ma appena realizzo quanto mi costerebbe in termini di serenità… mi passa 🙂

Non ricordo come e non ricordo quando, zompettando qua e là tra siti, blog e gruppi Facebook di varia natura, mi sono imbattuta nella decrescita felice.

Cos’è la decrescita felice?

“La decrescita felice o sostenibile non è nient’altro che “una riduzione di produzione e consumo che incrementa il benessere umano e migliora le condizioni ecologiche e di equità sociale sul pianeta”. In altre parole, è un’alternativa al sistema economico capitalistico adottato dall’Occidente negli ultimi secoli.

Questa filosofia di vita, accreditata al professore di scienze economiche Serge Latouche fu affrontata già due secoli or sono da autori come John Ruskin, Henry David Thoreau, Lev Tolstoj e alcuni scritti di Gandhi, che proponeva un “simple living”, una vita semplice. Tutti, insomma, sebbene tramite condizioni differenti, concordavano nel giungere a una libera e volontaria autoriduzione del salario bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, in maniera tale da godere di maggiore tempo libero.” (cit. da Blasting.News)

Perché riguarda le mamme ad alto contatto?

Perché spesso, come me, a fronte di rinunce economiche e, diciamolo, anche di avanzamento di carriera, hanno scelto di lavorare meno per incrementare la qualità di vita loro e di tutta la famiglia, e perché in genere sono anche sensibili ad argomenti quali l’ecologia e la sostenibilità.

Come si declina nella pratica?

In tantissimi modi, che vanno dall’autoproduzione, al non-spreco, agli acquisti solidali

Per questo trovate una sezione dedicata nel menu del blog: “mamme che risparmiano“.

Siti, blog e link utili

 N.B. La decrescita felice non sposa nessun orientamento politico, semmai sono gli orientamenti politici che sposano la decrescita felice.

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

2 thoughts on “Bisogni reali e bisogni apparenti: la decrescita felice e l’essere madre

  1. Anch’io sono per la decrescita felice!
    Non sono ancora riuscita a metterla in pratica ma ci sto lavorando.
    Bell’articolo!

    Mi piace

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