Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

Dicono di me: “Sei una mamma bacchettona” (rispondo: è vero,tzè.)

11 commenti

Mafalda

Mafalda


WARNING: POST AD ALTO TASSO DI POLEMICA

Sono una mamma bacchettona. Non con il proprio figlio, con le altre mamme.

E qualche giorno fa un’altra madre mi ha scritto che sono anche “talebana” .talebani

E’ vero, che te lo dico a fare.

E’ che una delle frasi che mi fa proprio venire il latte alle ginocchia è “ogni genitore deve fare come si sente”.

Quindi se uno si sente che “uno schiaffo ogni tanto è ok” va bene?

Fatemi capire.

Se uno si sente che non ha mai voglia di cucinare e cresce i figli a pizza surgelata va bene?

Se uno si sente che “prima di te facevo tante cose e tu non mi cambierai” e parcheggia costantemente i figli da chicchessia va bene?

No, perché secondo me non va bene; e non mi importa affatto di passare per giudicante, certe cose sono sbagliate a prescindere e molti lo pensano, ma non lo dicono; io lo dico, fatevene una ragione.

Le questioni sulle quali mi infervoro di più sono principalmente quattro: l’allattamento ed il cosleeping, l’alimentazione e le “libere uscite” (ok, praticamente tutto).

Dell’educazione coercitiva lasciamo perdere per il momento, che mi si apre una voragine al posto della bocca…

Urlo di Munch

 

L’allattamento

commons.wikimedia.org

commons.wikimedia.org

Quando sono rimasta incinta pensavo di non poter allattare, sono cieca come una talpa ed il pregiudizio che allattare comprometta ulteriormente la vista è passato prima dai medici a mia madre e poi da mia madre a me. Ma mi sono bene informata, e di pregiudizio si tratta. Ed informandomi ho scoperto quanto bene poteva fare il latte materno al mio bimbo, oltre che per il suo valore nutrizionale per il contatto e l’attaccamento che si crea.

E allora via, ho provato!

Non è stato facile: non ho avuto supporto in ospedale e non conoscevo nessuna che avesse allattato.

Si dicono tante fesserie sull’allattamento materno e mi dispiace con tutto il cuore per chi voleva e non ci è riuscita, quasi sicuramente per la mancanza di supporto.

E sono la prima a dire che è meglio un biberon di una madre infelice.

Ma non posso dispiacermi per chi non ha voluto, per chi si è barricata a priori dietro ad un “tanto cresce bene lo stesso”, per chi vede in un gesto così naturale una schiavitù e per chi denigra chi lo fa.

Il cosleeping

No, dormire insieme non è legge, per ora.

Ci sono buoni motivi per farlo, ma se (e solo se) vostro figlio/a ha ritenuto che in fondo poteva fare a meno di voi in quel frangente, va bene.

Solo se.

Ma non posso non storcere il naso con chi ha abituato (e magari con metodi discutibili) i bambini a fare a meno della mamma durante il sonno.

I’m sorry.

L’alimentazione

http://img1.wikia.nocookie.net/__cb20090611121836/nonciclopedia/images/d/dc/Bambini_obesi.jpg

nonciclopedia.wikia.com

Madri di bimbi “robusti” (leggi obesi o tendenti ad esserlo o che lo saranno) …

Le regole sono semplici, basilari quanto impopolari: no ai conservanti, no ai coloranti, no ai cibi industriali.
Vi vedo al parco che date pacchetti di caramelle, merendine e briochine che neanche Willie Wonka…!

Ma non ci pensate alla loro salute?! BOH.

Sì, ci sta l’eccezione.

Le facciamo anche noi le eccezioni.

Ma rimangono tali: “eccezione” è l’antitesi di “tutti i giorni”.

Ammiro chi pur non essendo portata per la cucina almeno ci prova.

 

Le libere uscite

Hi-Q_at_Mega_Discoteca_Tineretului

Sarò breve, il mio pensiero su questa cosa è lineare come l’orizzonte: può la tua vita essere la stessa di prima dopo che hai messo alla luce una creatura??

NO!! Per i primi 15 anni almeno.

Gente che va a cene, feste, eventi e concerti come se non ci fosse un domani… Se non vi è ancora passata la sindrome di Peter Pan, non fate figli.

Troppo facile e comodo (e triste, veramente triste) sbattere i pargoli dal nido ai nonni e viceversa.

Anche mio figlio va dai nonni eh, me lo chiede lui, va bene, ci sta una tantum.

Sì, ogni tanto esco a cena con mio marito (ehm, è stato talmente tanto tempo fa che mi sfugge la data, tanto per intenderci); fa bene alla coppia, certo.

Siamo usciti la prima volta da soli che Simone aveva un anno e mezzo. Eravamo a cinque minuti da casa e siamo stati fuori in tutto due ore. Ci siamo sentiti anche un po’ scemi, ma avevamo voglia di ritornare dal nostro bambino.

Sì, dallo scorso anno qualche volta sono uscita con le mie amiche; qualche volta. Diciamo tre. In quasi due anni.

Ora, potete anche uscire di più, ma non credo che il giusto ritmo sia una sera sì e l’altra pure.

No, nemmeno una sera sì e una no.

Un weekend sì e uno no? Eh, più ragionevole.

Non c’è una regola e molto dal mio punto di vista dipende da quanto tempo passate già con i vostri bambini durante la giornata, ma secondo me il sentimento dovrebbe essere questo: aver voglia di rientrare quando si è fuori, e non di fuggire quando si è con i figli; altrimenti c’è qualcosa che non torna.

Concludendo…

Per me potete fare quello che volete, ma nel rispetto dei bambini.

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

11 thoughts on “Dicono di me: “Sei una mamma bacchettona” (rispondo: è vero,tzè.)

  1. Condivido quello che hai scritto, in pieno!
    La mia bimba è ancora piccola, compie 4 mesi tra due giorni. Allattandola al seno a richiesta, il problema delle uscite serali o di affidarla a altri, non si pone. Il tempo per la coppia o per le attività che ci interessano si trova quando lei dorme durante la giornata, come sta facendo adesso. La grande incognita sarà quando riprenderò a lavorare… Prego per un buon nido!

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  2. La premessa. Allatto mio figlio da 15 mesi, dormo con lui, passo tantissimo tempo insieme a lui (lavoro da casa e part time, anche e soprattutto per non delegare), da quando è nato l’ho lasciato solo di rado per un breve aperitivo (altrimenti esce con noi, oppure stiamo a casa), non sopporto che pianga, non lo punisco, nemmeno alzando la voce, e via dicendo. Però io non sono d’accordo con te. Quello che hai descritto è il TUO modello (che tra l’altro è anche il mio), non può e non deve valere per tutti. Posso essere d’accordo solo sul discorso della violenza fisica (per quanto sia da capire cosa si intende con “qualche schiaffo”), ma per il resto, come non sopporto che altri dicano a me come dovrei crescere mio figlio, penso che ognuno debba essere madre (o padre) come crede.

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    • Ma nel rispetto dei bambini Silvana. Ho messo i puntini sulle i per chi non è riuscita ad allattare e per i bambini che preferiscono dormire da soli, ma non penso sia nel loro interesse farcirli di schifezze o lasciarli sempre in delega per farsi gli affari propri. Non è il mio modello, è che il bisogno dei bambini è di essere accuditi. Poi che una esca due volte l’anno e un’altra due a settimana va bene, ma conosco gente che esce tutte le sante sere e che dice a me che sbaglio; ora, anche “essere madre/padre come si crede” dovrebbe avere un limite: è quello del buon senso.

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      • Onestamente,nel leggere questo post, mi trovo un po’ in difficoltá…due figli di due anni e mezzo e sette mesi,entrambi allattati a richiesta (la grande sino ad un anno,per il piccolo allattamento ancora in corso) co sleeping x entrambi ( e quando sono due non è precisamente una comoditá).vita sociale azzerata perche i figli sono miei e già non mi vedono quando sono al lavoro.risultato:una stanchezza colossale ,la sensazione di fare comunque tutto male,solitudine (tanta).questo è il mio modo di fare la mamma e non saprei fare diversamente,però spesso mi manca l’aria.

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      • Lo credo Barbara, hai due figli molto piccoli che ti hanno “risucchiata”; saresti riuscita a fare diversamente? Quello che comunque volevo far passare era che esiste anche l’estremo nel contrario; nessuno nega un’uscita se ce n’è bisogno, nessuno dice di continuare ad allattare ad oltranza se non lo si apprezza più (le ho messe queste frasi nel post, ma mi sembra rimangano in sordina!) e quant’altro…

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  3. Talebana pure io… pure io. Sono la mamma di Cosimo- in onore al Barone Rampante (5mesi) – e mi trovo d’accordo su tutto. Per me essere mamma non è una rinuncia. E non voglio neanche dire che è “lacosapiubelladelmondo”… perchè certe volte, soprattutto quando sono a corto di sonno, strippo pure io. Ma essere mamma mi ha dato l’opportunità di riappropriarmi del mio corpo, della mia animalità, del mio ruolo di donna. Ora devo capire come si fa la mamma… Uscire? no, non siamo mai stati (io e mio marito) dei gran viveurs: meglio una pizza in casa che uscire in mezzo alla folla. E ora con il Cosimone, meglio stare con lui, uscire per andare al parco… stare vicini vicini nel lettone, sul divano… ovunque.
    Io allatto esclusivamente e mi rendo conto che all’inizio c’è voluta tantissima caparbietà perchè, tra il dolore e la fatica, abbandonare sarebbe stato più semplice. Ma mi sono fatta sorda a chi mi allettava con aggiuntine e consigli e ho seguito il mio istinto.
    Il cosleeping no, Cosimo dorme nel suo lettino da sempre… ho provato – per sperimentare la comodità dell’allattamento notturno senza alzarmi dal letto – ma non ci piace! Quindi i primi mesi (invernali) la notte per noi due erano soprattutto abbracci di ciniglia e latte. Ora io mi alzo, lui poppa dormendo e torno a dormire. Ma la mattina presto tutti nel lettone a svegliare papà.
    Per l’alimentazione (noi stiamo iniziando ora un po’ di svezzamento)… sono talebana anche per la nostra e quella del cane, figuriamoci per quello che finisce nello stomachino di Cosimo!!! Niente omogeneizzati, niente farine… preparo io!! poi devo mangiare io, perchè Cosimo non la mangia tutta e non mi piace neanche buttare la roba da mangiare.
    Per farla breve. Per me e mio marito mettere al mondo un bimbo è stata una scelta ecologica: che ci rimette a contatto con la natura e il mondo.
    Io vorrei tanto dire quello che penso a quelle mamme che hanno fatto un figlio ma non sono disposte a metterlo prima di qualunque cosa. Prima del parrucchiere, prima della dieta, prima delle uscite… potevano anche non farlo!
    Mi sono sempre tenuta dentro quello che forse in faccia si vede… ma la prossima volta, pensando a questo post, forse non ingoierò più quel che penso. 😀 grazie e viva i bimbi

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  4. E basta con questo politically correct! Dover sempre dire le cose per non ferire o per non offendere fazioni di pensiero o modi di essere e vivere!
    Hai “bacchettato”, hai fatto bene! Dovevi dire la tua, hai fatto bene a dirla!
    La crescita come mamma ma anche della società è da sempre basata sul confronto e su idee diverse. Sta all’intelligenza dei singoli capire che non tutto può essere tollerato!
    Ma che difficile…

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