Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

Le regole d’oro del cosleeping

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Molti genitori non dormono con i propri figli perché lo ritengono poco sicuro (gli altri perché non lo ritengono “giusto”… Non li devo convincere per forza del contrario, ma possono leggere “Perché fa bene dormire con i propri genitori“…) (ok, li vorrei convertire tutti ed io li chiamo “quelli dell’altro partito”, mi avete scoperta!).

In effetti la cronaca sovente riporta casi di neonati soffocati nel lettone e persino le linee guida della Croce Rossa Italiana lo sconsigliano caldamente.

Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza sui termini, dato che sentiamo parlare generalmente di cosleeping, letteralmente “dormire insieme”, ma per essere più precisi ne esistono di due tipologie: il room-sharing ed il bed-sharing.

Room-sharing

Letteralmente “condividere la stanza”;

è quando si mette il lettino del bambino nella stanza di mamma e papà.

A me ricorda una situazione alla Dirty Dancing, presente? “Questo è il mio spazio e quello è il tuo spazio, Baby.”

Dirty Dancing

Il mio punto di vista? Scomodissimo.

Devo allattare? Mi devo alzare.

Si sveglia e (ovviamente) mi cerca? Mi devo alzare.

Non si riaddormenta se non a contatto con me (99% dei casi)? Mi devo alzare.

Io non mi voglio alzare! Che te lo dico a fare.

Sento mamme che dicono “Ma io allungo la mano tra le sbarre e lui/ lei si riaddormenta!”.

Sì, va bene, parliamone.

Innanzitutto l’espressione “tra le sbarre ” vi dovrebbe già far riflettere…!

A me viene in mente questo

carcere

In seconda battuta non mi venite a dire che quel gesto soddisfa le esigenze di contatto  del bambino.

Dite di sì?!

Provate a mettere una bella sbarra tra voi e vostro marito nel letto matrimoniale…

Non vi sentite a vostro agio?!

No?! Strano!!

No, ecco, in effetti non è l’ottava meraviglia del mondo.

Bed-sharing

Letteralmente “condividere il letto”, chiamato anche co-bedding;

Detto spiccio, è quando si tiene il bambino nel lettone con noi.

Pericoloso?

Sì, ma solo se non si seguono alcune basilari regole di sicurezza:

  • Ponete il bambino a dormire sulla schiena (sempre, anche se non dormite insieme!);
  • Usate una superficie il più stabile possibile: non è sicuro dormire su materassi ad acqua, di piume o eccessivamente morbidi (un materasso classico, semirigido, con le doghe andrà benissimo);
  • Togliete i cuscini e le coperte troppo pesanti e assicuratevi che durante il sonno la testa del bimbo rimanga scoperta (se riuscite a dormire senza coperte tanto meglio) e divieto assoluto di pupazzi;
  • Rimani vicina e non lasciate che il bambino dorma solo nel letto degli adulti, potrebbe cadere;
    Il bambino è al sicuro fra il corpo della madre e una sponda adatta o la parete perché di solito le madri sanno dove si trova il piccolo anche quando dormono, mentre i partner o i bambini più grandi non hanno la stessa percezione;
  • Evitate spazi vuoti tra materasso e sponda del letto o materasso e testiera o tutte le fessure che possono intrappolare il bambino;
  • Evitate che ci siano lacci o corde o oggetti appesi per ridurre a zero il rischio strangolamento;
  • Vestite il bimbo secondo la temperatura della stanza: non troppo, non poco;
  • Se fumate, smettete. Il rischio di Sindrome da Morte Improvvisa di un neonato è più alta se il piccolo divide il letto con un fumatore;
  •  Ovviamente non assumete stupefacenti;
  • I genitori non devono avere problemi di obesità;
  • Non dormire assieme al neonato se sei esausta o malata o se non sei in grado di percepire la sua presenza accanto a te;

Come le cose migliori della vita dunque il bed-sharing è per molti ma non per tutti.

Il sidebed

Come diceva Aristotele la virtù sta nel mezzo ed a scanso di equivoci io consiglio sempre il side-bed, letteralmente “letto a fianco”;

Il side funziona come una terza piazza del letto matrimoniale, vi basterà aggiungere un lettino senza sponda (od un singolo) ancorandolo bene e non lasciando fessure.

Valgono molte regole del bed-sharing, ma in effetti si tratta di elementare buon senso.

E’ più pratico del room-sharing perché non vi dovrete alzare ed è più comodo del co-bedding perché ognuno conserva il proprio dignitoso spazio in cui dormire.

Con Simone abbiamo fatto bed-sharing fino ai sei mesi, poi e tutt’ora sidebed, anche se spesso finisce così…

cosleeping con papà 2

link utili:

cosleeping.org

http://www.uppa.it/rubriche/medicina/sonno/dormire-con-il-bambino-nel-lettone

http://www.bambinonaturale.it/di-notte-con-tuo-figlio/BN00303

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

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