Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

L’inserimento al nido – guest post di mamma Lucia

9 commenti

asilo nido
 
L’articolo di oggi lo scrive Lucia, autrice del blog “Ma la notte no!“, per la sezione “Mamme che si raccontano“.
Lucia è mamma di un bimbo di tre anni, è una ricercatrice, ed è senz’altro una di noi, basta leggere la sua presentazione!
” Ho iniziato a scrivere questo blog per disperazione. Forse dal titolo potrete capire che sono dotata di un adorabile modello di bambino Nannano. Uno di quelli che si svegliano 42 volte a notte, che alle 2 di notte vogliono giocare, che fanno sogni così vividi da doverli svegliare per calmarli. Ecco, proprio uno di quelli. “
Buona lettura!
 

Che emozione essere ospite in un blog altrui!

Allora: facciamo le cose per bene.

Sono Lucia, mamma del pupo, treenne mese più mese meno. Sono una mamma lavoratrice, che cerca di tenere tutto in equilibrio, nonostante la cronica mancanza di sonno. Quando ho letto l’invito di Michela ho pensato che potevo parlare di un argomento che sta a cuore a tante mamme: l’inserimento al nido.

Settembre sembra lontano, ma questi sono giorni di open day ai nidi e in alcuni comuni tra aprile e maggio si deve presentare domanda.

Oltre tutto il resto, due sono le cose che più di ogni altra cosa spaventano le mamme: l’inserimento e il numero di volte che il pupo o la pupa si ammaleranno.

Sull’inserimento, modestamente, sono un’esperta: ne ho fatti ben 3 nel giro di un mese o poco più!

Si, perché prima il pupo è stato preso al nido convenzionato: carino, avevo buoni feedback a riguardo, un po’ caro rispetto al comunale ma più economico del privato. Iniziamo l’inserimento: io sono dotata di un modello di bambino che si adatta facilmente al nido per poi magari avere una ricaduta. Se un bambino che piange e strilla è uno strazio per il cuore della mamma, sappiate che quello che all’alba dei 9 mesi non ti calcola più di fronte ai nuovi giochi non è tanto meglio. Al quarto giorno di inserimento, il pupo aveva già la febbre e arriva una telefonata. È il comune: si è liberato un posto al migliore dei nidi comunali. Scomodo abbastanza ma bellissimo. Nel mio comune i nidi erano il fiore all’occhiello dell’amministrazione, uso il passato perché stanno facendo tagli anche lì ora, ma lasciamo stare, va! Lasciamo stare anche i due giorni di pena sul che faccio che ho avuto: insomma mica è un pacco postale, prima da una parte poi da un’altra…

Alla fine però decidiamo: si cambia!

A parte la doccia fredda del dover aspettare più di tre settimane per iniziare l’inserimento, siamo contenti. E vai con l’inserimento numero 2. A questo giro la febbre è arrivata al terzo giorno. Per cui la settimana dopo ho iniziato l’inserimento n. 3! Giustamente la maestra non me lo faceva lasciare visto che non aveva avuto modo di ambientarsi.

A chi serve l’ambientamento? Alla mamma o al bambino? Io direi ai genitori, più che al bambino. A lui serve per creare una routine (i bambini vivono di routine, di questo ne sono certa!) ma ai genitori è fondamentale per abituarsi all’idea di lasciare la cosa più preziosa che hanno in mani altrui. Mani che non sono di parenti, non sono di amici, ma di sconosciuti.

Se ci pensate un attimo non è proprio uno scherzo.

Ultima nota per quanto riguarda le malattie. Quando il pupo ha iniziato il nido tutti mi hanno messo in guardia che si sarebbe sempre ammalato: io non gli ho creduto. Beh, mi sbagliavo! Pensate che si ammalerà spesso? No, di più, portando a casa virus & batteri che faranno ammalare loro e stenderanno voi!

Poi passa però!

Lucia

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

9 thoughts on “L’inserimento al nido – guest post di mamma Lucia

  1. Pingback: Ospitata! | Ma la notte no!

  2. Niente di quanto più azzeccato!
    Terzo giorno di inserimento al nido per noi. Comunale, non bello come quello di questa foto…..muri ammuffiti, giardino con l’erba sintetica, poco spazio per tanti bimbi………. si prende quel che c’è.
    Mi trovo tra mamme che “Noi veniamo al nido perchè sono convinta che a lui faccia bene, è l’ora che trovi la sua indipendenza” (ah si?? ad un anno già li vogliamo indipendenti…? mi intristisco)
    Oggi una dei due che fa inserimento con noi è andata a casa a metà mattina perchè non stava bene..ieri aveva vomitato due volte.
    In giardino tossiscono.
    Io faccio gli scongiuri tutte le sere, perchè ero preparata, lo so……ma nooooo, la tosse adesso nooo!! 🙂

    Non mi abituerò all’idea di lasciare la pupetta tra mani di non-parenti non-amici non-cari; lo faccio per pura necessità, e rimarrò a vita della convinzione che il nido serve a me e non a lei…non ha bisogno di essere indipendente a 16 mesi, e non si socializza a quell’età.
    Oggi è andata meglio, ma ieri ha già versato i primi lacrimoni perchè ero a 3m da lei.
    A me (probabilmente non a lei) servirebbe un inserimento di un mese!

    Mi piace

    • Se io avessi avuto la necessità di mandare Simone al nido mi sarebbe servito un inserimento di tre anni… ❤

      Mi piace

      • Grazie! 🙂
        Leggo sempre ma trovo poco tempo per farmi viva 🙂

        Ti parlano di due settimane di inserimento come fossero ULTRA SUFFICIENTI…quando poi, tolti il sab e dom, tolto che inizia di martedì perchè il lunedì c’è il colloquio con i genitori….. sono 9 miseri giorni!!
        Oggi, all’altra mamma che si è un pò agitata perchè facevano piangere la bimba che non voleva separarsi da lei (malata peraltro), la maestra ha “affettuosamente” detto che “Sai, abbiamo anche la pedagogista se vuoi..per te intendo!”

        In che mondo siamo, mi chiedo??? 😦

        Mi piace

      • Ecco, poi qui mi mandi dritta sul ciglio di un burrone perché ho conosciuto psicopedagogiste che la dicitura “due braccia rubate alla terra” sarebbe stata una critica acerba agli agricoltori… Lasciamo perdere va!

        Mi piace

  3. L’inserimento al principio e’ andato bene per noi, però abbiamo vissuto la ricaduta e forse è pure peggio perché ti da l’idea che li tuo figlio non si sia trovato bene e che sia stata scatenata da qualcosa. Tuttavia è durata poco per lui, per me un po’ di più ed anche ora che va alla materna, ho dei giorni in cui lo vorrei tenere con me. Non si può, e’ inevitabile, però ci pensano virus/batteri e influenze a regalargli qualche giorno di “vacanza” e li ci scateniamo tutti per far fronte all’imprevisto! …

    Mi piace

    • Anche Simone aveva iniziato la scuola materna alla grande e poi a dicembre c’erano state due settimane di disperazione che mi avevano totalmente spiazzata; di seguito c’è stata la pausa natalizia e ci aspettavamo un rientro disastroso, invece forse era solo stanco ed ha ripreso senza problemi!

      Mi piace

  4. bel post! NOi, invece, abbiamo avuto un inserimento rapido grazie all’adattabilità del nano e pochissime malattie sue (passato un anno e mezzo). In compenso, le malattie che porta a casa stendono noi genitori!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...