Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

A mia immagine e somiglianza?

2 commenti

Sapevo che sarebbe arrivato questo momento.

Oggi Simone ha portato a casa dalla scuola d’infanzia il suo primo lavoretto: è un  paio di occhiali di cartoncino colorati da lui a cui sono allegate un foglio di spiegazione ed una preghiera, perché questi occhiali rappresentano il profeta Isaia nel percorso che i bambini faranno durante l’avvento in preparazione al Natale.

Nel foglio che spiega benissimo a noi genitori quali saranno le tematiche e le tappe nelle quali verranno coinvolti i bambini si chiede di recitare la preghiera anche a casa.

Come potrete intuire mio figlio va in una scuola cattolica.

Sospiro.

Lo farò.

Mi costerà uno sforzo, ma lo farò.

Non sono cattolica da molto tempo, un’inversione di marcia iniziata verso i diciott’anni, direi anche abbastanza inaspettata, dato che fino ad allora non ho mancato una messa ed ero credente e praticante convinta.

Il punto di non ritorno lo ha segnato un missionario, il che, penserete, ha dell’incredibile: è successo che un giorno, nel mio liceo cattolico (ebbene sì, persino il liceo cattolico) venne quest’uomo a raccontarci delle missioni;

E quest’uomo disse: “Noi diamo da mangiare a tutti i bambini… Che vengono a catechismo.”

E da lì il mio mondo cambiò, perché trovai profondamente ingiusta ed incongruente questa decisione per la quale “O con noi contro di noi, e se sei contro di noi non mangi.” Dov’era finito “Ama il prossimo tuo come te stesso”?! Forse mi ricordavo male ed era “Ama il prossimo tuo come te stesso, ma solo se si converte”?!?!?

Non voglio addentrarmi in una polemica religiosa, per carità.

Comunque da lì mi autoproclamai tutt’al più cristiana.

Ora, non saprei. Ci sono troppe cose che non posso tollerare e sì, in effetti, la fede mi è venuta meno.

Credo nel bene, in qualcosa di soprannaturale che va oltre il fisico, questo sì, ma ho pochi dettagli.

Onestamente non avrei voluto battezzare mio figlio, ma viviamo in un paese e, si sa, nei paesi il “diverso” è “il male” e già ce lo immaginavamo additato come “l’ateo”… Lo abbiamo voluto proteggere.

E la scuola materna, beh, insomma, dire che è stata proprio “scelta” è un’esagerazione.

Qui le scuole statali si contano sulle dita di una mano, sono male organizzate ed iper-affollate.

O hai i soldi e ti smazzi una retta privata altissima oppure ci sono le scuole comunali paritarie. Cattoliche, per l’appunto.

Quantomeno abbiamo scelto quella che ci piaceva di più, non ci siamo vincolati a quella più vicina solo perché “è comoda, ci sono i nonni, si fa gli amichetti del paese”, ci è sembrata migliore quella in cui va, due paesi più in là. Però sempre cattolica è.

Non è che io mi ponga in antitesi al fatto che gli venga trasmessa la religione, semplicemente mi chiedo come posso accompagnarlo in un percorso nel quale io non credo più.

Ma mi sforzerò. E lo farò.

Perché mi avevano colpito moltissimo le parole di una mamma : ” Vorrei insegnare ai miei figli qualcosa in cui non credo, o per lo meno esporli e offrirgli un’opportunità, perchè insegnare una non fede non ė positivo. Io non credo e non posso comprare la fede un tanto al chilo, ma non nego (e credo che sia l’esperienza di molti non credenti) che di fronte alle avversità della vita avrei voluto poter pregare e forse mi sarei sentita meno sola. Non ho gli strumenti per insegnare ai miei bambini una fede che non ho. Cerco però le opportunità per offrirgli qualcosa di positivo e rassicurante. “

Questo pensiero mi è rimasto davvero impresso e lo condivido pienamente.

Ecco perché stasera diremo la preghiera.

P.S. Anche se pare che Simone abbia aderito ad un ramo tutto particolare in cui “Ave Maria” è stata sostituita con “Ave Marina” ed il segno della croce si fa recitando “Nel nome del PARCO, del figlio e dello spirito santo, HO FAME.” 😛

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

2 thoughts on “A mia immagine e somiglianza?

  1. Bravo, Simone! Ha già capito che nelle preghiere possiamo anche metterci del nostro! 🙂

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