Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

I bambini che vogliono abbracciare prima le loro mamme

6 commenti

Ieri siamo andati a trovare una coppia di amici che hanno appena avuto due gemellini.

Erano previsti per metà dicembre, ma una visita di routine si è purtroppo trasformata in un cesareo d’urgenza a causa delle numerose contrazioni uterine.

Entriamo nella stanza, con loro ci sono un altro paio di amici che non conosciamo.

Lei ci sorride, è stanca, provata; lui peggio, la faccia tesa, preoccupata.

Chiedo dei bambini e vengo a sapere che uno si trova nell’incubatrice del nido in reparto, l’altro è stato trasferito poco dopo la nascita in un altro ospedale.

Uno la mamma lo ha visto solo attraverso il vetro della culla termica,  il giorno prima, quando è riuscita ad alzarsi; l’altro non l’ha praticamente mai visto.

Nessuno dei due li ha mai abbracciati.

Ora capisco i loro occhi.

Chiedo a lei come sta, inizialmente mi risponde con un automatico “Bene, dai, tutto sommato…” . Rassegnazione.

Poi inizia a raccontarmi come è andata e a sfogarsi un pochino …

“Era una visita qualunque, non me l’aspettavo…”

“L. non l’ho praticamente visto…”

“Venerdì mi mandano a casa senza bambini…”

Vorrei dirle di più, vorrei aiutarla, ma rischio di sembrare invadente e forse anche di renderla più fragile in un momento così delicato.

Mi freno.

Ma ci ho pensato tutta la sera ed ancora quando mi sono svegliata, perciò oggi tornerò a trovarla: ci sono alcune cose che deve sapere.

Che può abbracciare i suoi bambini, per esempio. Farà bene ad entrambi.

“La marsupio terapia viene definita come un metodo universalmente disponibile e biologicamente sano di cura in particolare per i bambini prematuri. È stata oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche, soprattutto negli Stati Uniti dove è largamente utilizzata.
Si tratta di un metodo assistenziale, adottato con i neonati in incubatrice, che consiste nel metterli nudi sul seno materno, a diretto contatto con la cute calda della madre, per un tempo prestabilito e sotto costante controllo.

In quei momenti la madre rappresenta per il neonato tutto il suo universo: il calore, la tenerezza, una grande sensazione di benessere. E’ un metodo che influenza positivamente lo sviluppo neurologico e psicologico del piccolo.

COME?
• Posizione del canguro: consiste nel metter il bimbo in posizione eretta sul petto nudo del genitore, stomaco contro stomaco, tra i seni e sotto i vestiti; la testa del bambino è girata così che l’orecchio sia sopra il cuore del genitore.
• Politica d’alimentazione del canguro: l’allattamento al seno risulta la forma di alimentazione esclusiva, per quanto possibile. La nutrizione dovrebbe iniziare sin dalla nascita con l’allattamento al seno; questo tipo di alimentazione, al contrario di quella del latte artificiale, favorisce il processo di attaccamento tra neonato e genitore.

QUANDO?
• Può essere offerta a tutti i neonati: se sani sin dalla nascita, se prematuri, con peso inferiore a g. 2500, non appena hanno superato i loro problemi di adattamento alla vita extra-uterina

PERCHÉ?
• Benefici per i neonati: aumento del legame tra genitore e neonato; conforto del neonato nel sentire il battito cardiaco del genitore; allattamento al seno precoce; diminuzione del tempo di ospedalizzazione; aumento delle capacità di termoregolazione; prolungamento dei periodi di sonno; miglioramento dei parametri respiratori e diminuzione, fino alla scomparsa, delle apnee e delle pause respiratorie; miglioramento dei livelli di saturazione dell’ossigeno; stabilizzazione della frequenza cardiaca con scomparsa delle bradicardie; guadagno più veloce del peso.
• Benefici per i genitori: aumento della produzione del latte materno; aumento delle capacità di occuparsi del bambino; aumento delle capacità di far fronte allo sforzo e alle emozioni di avere un infante ad alto rischio (in particolare nei neonati prematuri).” (Testo citato integralmente dal sito dell’Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano)

Che li può allattare.

Sarà più difficoltoso, ma se l’allattamento è fondamentale per un nato a termine figuriamoci per un bambino prematuro.

I bambini nati pretermine e molto piccoli hanno bisogno del latte della loro mamma persino più di quelli nati a termine. Se tuo figlio è nato prima del tempo probabilmente sei in preda ad un tumulto di sensazioni. Quando vedi il suo corpicino che sembra così debole, ti senti invasa dal desidero di proteggerlo. Puoi sentirti spaventata, arrabbiata o colpevole. Gli operatori sanitari affaccendati ed attivi possono farti sentire fuori posto, come se tu non fossi necessaria, persino come se non fossi una vera madre!

Ma tu sei necessaria, e molto.” (continua a leggere dal sito de La Leche League Italia)

Che probabilmente lei ed il papà hanno bisogno di essere sostenuti.

“Molti bambini prematuri vengono alla luce con il taglio cesareo. In ciascuna di queste situazioni la mamma resta in balia dei medici per poi rimanere separata dal figlio per una settimana o per più tempo ancora. In quell’arco di tempo le necessità dei bambini non vengono soddisfatte dai genitori, bensì da medici, infermieri e apparecchiature che li mantengono in vita, esperienza che per i neo-genitori è deprimente e frustrante.
Ad aggravare la depressione contribuisce anche l’affaticamento fisico. Mentre la mamma di un bambino nato normalmente torna a casa con lui e può riposarsi e riprendersi dalle fatiche del parto, la mamma di un neonato prematuro inizia a fare la spola tra la casa e l’ospedale, stancandosi ulteriormente. Inoltre può succedere che, poiché non si sente effettivamente madre, trascuri le cure del puerperio, per finire ancora più provata fisicamente ed emotivamente. A ciò va aggiunta la normale depressione post – partum, con sintomi come la tensione, l’ansia e la tristezza. Si ritiene che queste sensazioni siano dovute al brusco cambiamento ormonale successivo al parto e la prematurità di una nascita non altera in alcun modo questa variazione chimica post – partum. In effetti la mamma di un bambino prematuro, la quale ha già le sue buone ragioni per essere turbata, è ancora più vulnerabile.” (continua a leggere sul sito www.prematuri.it)

Che ci sono delle leggi che li tutelano.

“Grazie agli sviluppi delle tecnologie in campo medico – prenatale, è sempre maggiore il numero dei nati prematuri che riescono a sopravvivere, ecco perché come mamme è importante conoscere i propri diritti in caso di parto pretermine.” (continua a leggere sul sito mamme acrobate e scarica il testo unico di riferimento)

Sì, penso proprio che oggi tornerò a trovarla e le regalerò anche questo libro “Nato prima del tempo“.

Il 17  novembre si celebra la Giornata Internazionale del Neonato Pretermine.

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

6 thoughts on “I bambini che vogliono abbracciare prima le loro mamme

  1. Quando la mia S. è nata, era inverno, fine dicembre 2009, in ospedale il riscaldamento faceva sudare ma quando me l’hanno portata ho notato che aveva i brividi! L’ho messa su di me, direttamente sulla mia pelle e mi sono coperta, lasciandone fuori un passaggio d’aria all’altezza del suo nasino. Si addormentò in un minuto, ha fatto un lungo riposo e quando il medico è venuto a controllarci si è sorpreso della mia marsupio-terapia, spiagandomi che in Italia (al sud principalmente) è poco conosciuta. Nei paesi poveri invece è nota e aiuta a salvare la vita a tanti bambini!!!

    Mi piace

  2. ciao sono Anna. Quando il mio bimbo è venuto al mondo aveva oltre a alcune specifiche caratteristiche tipo occhi a mandorla e qualche cromosoma in più una temperatura molto bassa. Per motli giorni io e mio marito ce lo siamo cucinato a turno sul petto nudo come un uovo al tegamino… io credo che questo abbia determinato in maniera definitiva la sua visione del mondo e della vita, che a dispetto dei suoi cromosomi in più lo rende oggi un bambino sereno consapevole e aperto al mondo.

    Mi piace

  3. La mia bimba e’ nata a 30 settimane di gestazione. L’ho vista velocemente dopo il cesareo perché fortunatamente respirava da sola. Poi il giorno dopo, trascinandomi faticosamente in terapia intensiva neonatale. 40 giorni di ospedale prima di poterla portare a casa. Le lunghe ore di marsupio terapia all’ospedale. La mia testardaggine che mi ha spinto a tirare il latte per 4 mesi e mezzo prima che imparasse a succhiare dal seno. La fisioterapia per l’ipotonia e il ritardo motorio da prematurita. Oggi la mia bimba ha recuperato tutto, ma ci sono piccolini che nascono a 23-24 settimane e si portano avanti qualche difficoltà in più. Sono una mamma fortunata.
    Un bimbo su 10 nasce prima delle 37 settimane. Uno su 100 prima delle 32. Eppure di prematurita si parla pochissimo…..
    Grazie!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...