Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

Il primo figlio: dalle stelle alle stalle…

14 commenti

La stanza di Simone dopo che ci ha giocato!

Alzi la mano chi non aveva aspettative irrealistiche su come sarebbe stato… Tu, che alzi la mano, stai mentendo!

Non so nemmeno da dove arrivassero quelle costruzioni mentali di me, in golfino e pettinini, con in braccio un bebè sorridente e dormiente, cinti con amore da un papà con occhi brillanti di felicità.

E’ andata diversamente, eh. Oh, parecchio diversamente!

Avrei dovuto saperlo tra l’altro: sono la prima di cinque figli e se mi metto a riflettere il fermo-immagine di casa mia è lapidario.

Vedo me, diciassettenne in piena crisi adolescenziale, che rientro la domenica per cena, dopo avere allegramente cazzeggiato tutto il giorno: apro la porta, mi investono odore di minestrone, shampoo, banane e patchouli; ci sono tre bambini che corrono e urlano, si picchiano, piangono, ridono, si fermano e ricominciano, tutto nel giro di cinque minuti; l’asse da stiro ormai come un complemento d’arredo, perennemente parcheggiato in salotto; panni da stirare sulle poltrone, panni stirati sulle sedie; televisione che manda in loop la videocassetta di “Rambo” (poi ferocemente distrutta in un raptus omicida, comprensibilissimo.); giochi sparsi, soprattutto costruzioni e macchinine maledette che inevitabilmente pesto a piedi nudi facendomi malissimo; il tavolo ancora da apparecchiare per metà e, in fondo al delirio, mia madre.

Mia madre che sfreccia di corsa verso il bagno e vomita.

“Oh, cazzo!” Penso.

Quella scena l’ho già vista tre volte, non sono scema.

Ritorna, con la faccia sconvolta, le dico: “Ma ancora?!?!”.

Qualche mese dopo è nata mia sorella.

Ai tempi non potevo capire che cosa significasse desiderare un figlio.

E lo capii ancora meno quando dovetti collaborare nell’accudimento della nuova arrivata: darle il latte ogni tanto, cambiarle pannolini puzzolenti e subire i suoi risvegli continui (urlando “Falla stare zittaaaaa!!”) mi sembrava già oltre le mie possibilità.

“Che palle! Io non avrò MAI figli!” Pensavo, e quando mio padre tornava dalle trasferte lo guardavo torva, in fondo la colpa era anche sua.

Ma la natura è subdola ed un giorno incontri un uomo bello, dolce ed intelligente, vi innamorate, passate le ore più belle della vita… Tant’è che dopo qualche anno esclami convinta “Facciamo un bambino! Sarà bellissimo! Saremo tu, lui ed io e saremo felicissimissimi! Anzi, facciamone tre!!”.

Saremo felicissimi?! Questo è l’Alzheimer che colpisce precocemente.

Improvvisamente avevo scordato le occhiaie di mia madre.

O forse, ingenuamente, pensavo di poter fare meglio.

Ingenuamente.

Quando è nato mio figlio il caos si è impossessato della nostra casa e di noi.

Oh, per essere sorridente lo era (vedi il bel quadretto illusorio descritto sopra).

Dormiente però no, proprio no.

Sveglio ogni quaranta minuti e costantemente attaccato alla tetta.

Io perennemente in pigiama, docce saltuarie, borse sotto gli occhi e voglia che tre anni passassero in fretta.

Mio marito escluso dalla diade insolubile “Io ed il mio bambino tutta la vita”, trascurato e senza cena.

Mesi tosti.

Di stanchezza, litigi banali, senso di inadeguatezza.

Di smarrimento.

In tutto questo una sola luce: l’amore per il bambino.

Oh, quell’amore lì, così forte, unico, totalizzante e splendente non l’avevo mai provato.

E’ quello che ci salva quando tutto sembra irrecuperabile.

In realtà , col senno di poi, non è che sia davvero così terribile, altrimenti ci saremmo già estinti.

Basterebbe un po’ di prospettiva, ma in quei mesi non ce l’hai.

Di certo non è tutto roseo come quella pubblicità in cui la mamma allatta serenissima il suo paffuto bambino, in una cameretta che nemmeno sul catalogo, vestita come una first-lady il giorno della festa.

Dai, se mi fate vedere quella è ovvio che mi sento una merda!

Mi alzo che non vedo l’ora di rimettermi a letto, indosso la tuta e sistemo il mollettone nei capelli, non mi trucco ed ho i peli; casa mia sembra il mercato delle cianfrusaglie cinesi, ho un milione di lavatrici da fare, i piatti nel lavandino e la polvere alta due dita; mio figlio ha due mesi e non dorme una mazza, ha sempre fame e non ho ben capito se quando mi fissa incessante vuole che io canti o cos’altro.

Fatemi vedere questo.

Fatemi parlare con le mamme che non dormono, con quelle che non riescono ad uscire neanche per andare al supermercato talmente sono disorganizzate, quelle che fare sesso è l’ultimo desiderio che hanno.

Fatemi vedere le loro case, quelle dove entrano i ladri, si guardano stupiti e si dicono “Qui son già passati…!”.

Perché se ci dicessero che non siamo noi le incapaci, che è tutto normale, sarebbe molto più facile.

Ed ora che ripenso a casa mia quando ero piccola, al baccano, al disordine ed alla confusione mi dico “Che forza, mia madre.”.

Segnalo due gruppi su facebook affini al mio essere mamma ad alto contatto, dove potete sfogarvi, trovare conforto e chiedere consigli…. Dove mancano le mamme reali, arrivano le mamme virtuali!

Un gruppo è “Natural Parenting Italia“, l’altro “Naturalmente Bimbi e Genitori

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

14 thoughts on “Il primo figlio: dalle stelle alle stalle…

  1. Ciao!! Certo questo che hai dipinto è l’inferno… ma le mamme non lo raccontano e si pensa ancora che sia invece un Paradiso :-p
    I primi mesi sono un po’ da Purgatorio, ma volano anche quelli e noi lì che cerchiamo di essere perfette perfettine perché è così che dobbiamo essere. Arrivare dappertutto, fare tutto… oltre a dover trovare la voglia di uscire con le amiche a far baldoria come se non fosse cambiato nulla (da amiche che non hanno ancora avuto figli).
    Adoro essere mamma, stra-amo i miei figli. Alla fine sono sopravvissuta da sola (col marito che per lavoro è assente 5 giorni su 5 per 12-13 ore consecutive) a due bimbi, la casa è sin troppo pulita ed in ordine, all’apparenza anche io… ma ragazze è dura!!
    Super mamme!!
    (apprezzo tantissimo la mia mamma, lo facevo già prima ma ora l’ho rivalutata)

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  2. La tela del dramma si tesse con più fili: le tue aspettative altissime, i figli dei vicini che dormono 12 ore di fila, i conoscenti che si impicciano facendoti credere che in fondo stai sbagliando tutto, le amiche che rincarano dicendoti che sei sciatta e proprio cambiata… 🙂 Dopo un po’ ognuna trova il proprio equilibrio, ma è comunque diverso da quello che avremmo pensato che sarebbe stato… Comunque a poco a poco, con una maggiore consapevolezza dei pro e dei contro, dei propri limiti e del fatto che molti ti hanno detto solo grandi fesserie (e si facessero pure una cariola di fatti loro una volta tanto!) ci si recupera egregiamente. A quel punto di solito, non paghe, facciamo un altro figlio! Ahahahah 😀

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  3. e in un post di taglio femminile arriva il commento del supereroe masculo…che dalla sua maschia angolatura conferma tutto quello che dice e secondo me è importante legittimarsi il poter dire che in certi momenti queste stupende creature ti mandano dalle stelle alle stalle…credo sia importante per poi riuscire ad amarli ancora di più…solidarietà allora anche ai maschi senza cena!!

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  4. Sai, la chiave è proprio quella lì. Spesso, nemmeno le neononne ci dicono che se la casa crolla nel disordine è tutto nella norma. Nessun neononno dice al figlio maschio che LUI dovrebbe cucinare la cena alla moglie in quei primi mesi e magari anche oltre quei primi mesi, quando hai più figli e più energia di tua moglie, non sarebbe male!!!

    Sta a noi, mamme che conoscono le bugie dei cataloghi maligni, cambiare qualcosa nella testa di chi verrà tirato su da noi.

    Io, a mio figliastro (23enne) ribadisco sempre che se farà il marito pigro, lo picchio io!!! Lui ride ma capisce. E dice che i cognati, se faranno i pigri, glieli farà capire lui come va la musica in questa famiglia! No collaboration no party! Chissà se funzionerà…

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    • Per fortuna mio marito è della razza (ancora in minoranza temo) di “quelli che aiutano in casa”. Certo, il suo lavoro dopo l’arrivo di Simone si è quadruplicato. E ogni tanto smatta. 🙂 Ma è davvero superdisponibilissimo ❤

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  5. posso segnalare un altro gruppo di mamme reali e ad alto contatto?
    si chiama vitamina mamma, ed io ho la fortuna di essere una di loro….

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  6. Ragazze è dura! Io ho 2 figli… ci vuole un po’ a trovare l’equilibrio e bisogna cercare di non perdere la testa, anche se a volte mi sono detta “adesso esco, vado in aeroporto, prendo il primo aereo che va ovunque, basta lontano di qui… solo qualche giorno! non me lo merito anch’io qualche giorno di ferie dopo il non-stop h. 24 (senza contare le 9 ore al giorno di lavoro)?” Poi mi sento in colpa per il pensiero e mi dico “che scema!”. Ma va beh, il periodo “sciatta e tuta xever” la passiamo tutte, ma ricordate che siete in 2 ad avere un bambino ed io ho imparato che i padri possono fare quanto e come noi, basta solo lasciarglielo fare (ovviamente chiudendo uno o entrambi gli occhi, xchè, diciamocelo, non è come quando “facciamo noi”, ma ad un certo punto devi fartela passare e vivere!!!. Un abbraccio a tutte le mamme, sempre avanti con coraggio!

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  7. Ma c’eri anche tu a casa mia? 😀

    Anche io sono prima di una lunga serie di figli e a 17 anni mi dissi “Io non voglio figli!”, ma poi “è successo” son diventata mamma, ma non ho dimenticato il delirio di casa mia. E per completezza mia madre è un mito, non so dove trovava (e trova) la forza.

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    • 😀 Credo sia il passaggio di tutte le femmine delle famiglie numerose il “Giammai!!!!”, la forza delle nostre madri diventa poi ragione di sollievo al motto di “Se ce l’ha fatta lei posso anche io!!”. Anche se onestamente, cinque figli e il marito in trasferta… No, non credo di essere al pari di mia madre 🙂 In compenso è una pessima nonna, si può dire?! Ahahah 🙂 Avendo dedicato trent’anni della sua vita a crescerci ( e due li ha ancora in casa, l’ultima mia sorella ha solo 15 anni) ha chiarito fin dalla mia gravidanza che i nipoti ce li smazziamo noi! Ma lo trovo anche giusto sinceramente.

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  8. Pingback: Mi piacerebbe avere un altro bambino perché… Eh, perchè?! | Be sweet, be a Mother

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