Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

Della gita in fattoria ed altre tragedie… :)

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Ieri mattina abbiamo partecipato alla gita in fattoria organizzata dallo Spazio Gioco che frequentiamo abitualmente il sabato.
Le premesse non erano incoraggianti, in effetti ci sono stati una serie di “Io voglio rimanere a casa” e “Ma perchè dobbiamo andare?!?!” e “Non mi piace uscire!”…
Certi che si sarebbe ricreduto, abbiamo caricato in macchina Patato e via.
Un muso lungo che non s’immagina.
La fattoria era fantastica: mucche, cavallo, cani, conigli, oche, pavoni, anatre, galli, galline, prati, fieno, musica e bambini urlanti… Adooooooooooooooro! ❤
Simone ha passato metà del tempo a giocare con la farina, l’altra metà ad insistere che lo riportassimo all’ovile, il suo.
“Vuoi accarezzare le mucche?? :D” “NO. Mi fanno paura.”.
“Vuoi accarezzare il coniglietto? :)” “NO.” E basta.
“Vuoi accarezzare il cavallo? :S” “Andiamo-a-casa.” -.-‘.
Ma comeeeeeeeeeee?!?!? Tutti i bambini adorano gli animali!!!
Siamo rimasti circa un’oretta, poi, io ed il donatore di mezzo corredo genetico di nostro figlio, sull’orlo di una crisi di nervi, ci siamo arresi.
Però… Però… Mumble… Mumble…
Però abbiamo sbagliato noi ad innervosirci: in fondo chi l’ha detto che gli animali, i prati e la vita di campagna debbano piacere a TUTTI i bambini?
Ogni bambino è un individuo con le proprie particolarissime peculiarità, ma purtroppo noi adulti non siamo abituati a rispettarle.
Rispettiamo gli interessi e le opinioni degli altri adulti, ma forziamo spesso i nostri figli a fare cose che non vogliono, solo perché a noi sembrano divertenti.
E’ un pò come quando vado a vedere gli stage di aikido di mio marito: ci vado perché a lui fà piacere, ma a me l’aikido fà cag… , mi annoio a morte e quando finiscono di praticare in cuor mio esulto; il che è ovviamente incomprensibile per chi, come lui, pratica questa disciplina con dedizione e passione.
Ecco: la gita in fattoria sta a mio figlio come lo stage di aikido sta a me.
Il mio Gengio adora stare a casa, ama i numeri e la logica, il divano e le coccole, tutto il resto è noia, come diceva Califano.
E allora benedetto chi ha parcheggiato nel prato, così, in fattoria, c’era almeno una targa da guardare 🙂


Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

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