Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

Cresciamo bambini o soldatini?!

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E’ che proprio non ci siamo.
A partire dal fatto che alla riunione illustrativa della Scuola dell’Infanzia le educatrici mi consegnino un vademecum di regole cui abituare mio figlio. Certo, perchè tu, caro genitore, hai sicuramente sbagliato tutto. Ma non ti preoccupare, chè ci pensano delle perfette estranee a dirti come devi gestire la creatura! Minchia (eh, scusate il francesismo), a Carnevale mi sa che si vestono da Tata Lucia -.-‘.
E nei fantomatici “suggerimenti per la nanna” che ti potevo trovare se non il sempreverde Estivill?!!? Nel sunto del metodo sono riuscite persino a renderlo peggiore di quanto già non ci avesse pensato l’amico Eduard. Eh sì, perchè qui si parte lasciando piangere il bambino da solo nella sua camera per almeno 5/10 minuti!
No, davvero, NON CI SIAMO.
L’ inserimento. Parliamone.
Due ore a riempirsi la bocca di “la nostra prerogativa è il benessere del bambino” e poi mi dite che il primo giorno dopo 5 minuti lo devo mollare lì, in un posto che non conosce, con un adulto di riferimento che per lui è un emerito sconosciuto?! “Ma i bambini hanno visto la struttura a giugno! E poi noi abbiamo sempre fatto così e non abbiamo mai avuto problemi, è normale ed è giusto (N.B. “è GIUSTO”!!) che il bambino pianga!” Ah bè, se lo dite voi, allora apposto. Pensavo fosse normale e giusto dare a mio figlio quel minimo di accompagnamento che desse la sensazione di trovarsi in un posto sicuro, con persone fidate, giusto per salutarsi con un sorriso ed un “Ci vediamo dopo Amore :D”. Per dire.
Ahhhhhhhhhhh, che rabbia.
Già mi sono irrigidita ieri sera alla frase “con la consulenza della nostra psicopedagogista tal dei tali…”, un lampo, un ricordo, un pensiero “Oh fantastico, è la stessa che è venuta l’anno scorso allo spazio gioco: contro l’allattamento prolungato, contro il cosleeping, pro castigo. Perfetto -.-‘”, sapevo che sarebbe andata male da lì.
Per carità, so benissimo che non si possono coccolare contemporaneamente 80 bambini, ho lavorato nelle scuole materne e per quanto ci si possa impegnare si dà un pò ad uno ed un pò all’altro. Da qui a consegnare un opuscolo con il metodo di Estivill ce ne passa però.
Ma questa gente non lo sa che tutte le associazioni pediatriche hanno preso le distanze da “Fate la nanna”?! Ma questa gente non sa nemmeno che persino Eduard l’Irriducibile, ormai senza attenuanti, ha dovuto parzialmente ritrattare dichiarando che “il metodo non và applicato in nessun caso sotto i 3 anni di età”?!
Ma questa psicopedagogista una volta laureatasi abbracciando Skinner ha posato per sempre gli occhiali da lettura?! Non le dicono niente autori di fama e prestigio internazionale quali Alfie Kohn, Carlos Gonzales, William Sears e James McKenna?! Mi pare di no.
E mi pare proprio che non ci siamo.

“Metodo Estivill”, nessun valore scientifico e minaccia per lo sviluppo affettivo dei bambini
Incredibile Estivill: un passo indietro!
Si può educare senza ricorre a punizioni, castighi e premi? Alfie Kohn: Amarli senza se e senza ma
Carlos Gonzales- Besame Mucho
Il pediatra William Sears incoraggia i genitori a fidarsi della propria intuizione ed a rispondere ai bisogni notturni dei loro neonati e dei loro bambini.
McKenna illustra la naturalezza e l’importanza di dormire accanto ai propri figli da un punto di vista emotivo ed evolutivo.
Per educare i bambini basta metodi: sono persone!
E se poi prende il vizio?

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

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