Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia

Arresti domiciliari

2 commenti

Quando il tuo unico indumento indossato negli ultimi 4 giorni è stato il pigiama di Garfield (ebbene sì, sono riuscita ad adescare un uomo, a farmi sposare e a fare un figlio vestendomi così sexxxy :P), arriva inevitabile il momento in cui, neomamma ingenua ed ottimista, pronunci le fatidiche parole “OGGI USCIAMO!” al Patata.
Di solito la meta è la casa di qualche amica o parente, dato che fuori il gelo polare impera e la pediatra ti ha assolutamente vietato i luoghi pubblici, dove i virus di ben 3 (3!!!) influenze non aspettano altri che il tuo innocente bambino… Ipocondriaca quale sono non voglio ritrovarmi un tizzone ardente con febbre a 40 ° fra le braccia, soprattutto non per aver guardato mezz’ora in croce negozi di vestiti in cui non sono potuta entrare (provate voi a girare tra gli appendiabiti con la carrozzina, se vi và bene, buttato giù il primo si creerà un effetto domino che farà cadere a terra tutti gli altri, almeno non avrete dovuto fare tutto il giro! :P)… E quindi abbiamo deciso (io e il Gengio… Ok, io.) per la visita alla bisnonna.
Il ritmo serrato della routine del Patata (cambio, poppata, gioco, capricci, nanna) impone che per partire il pomeriggio si debba iniziare a prepararsi fin dal mattino:
10.30: Gengio si sveglia: dieci minuti per riprendersi (è proprio tutto suo padre -.-‘), dieci minuti per capire che tu sei sua madre (vedi sopra), dieci minuti di sorrisi …
11.30: Gengio fà il bagnetto: spoglia, lava e rivesti; ma oggi è un giorno speciale e alla voce “rivesti” subentra “infighetta”, perchè ovviamente lo espongo al mondo ogni morte di papa ed a maggior ragione deve essere FIGHERRIMO! (non vi dico la fatica di infilare i jeans ad un bambino di 3 mesi -.-‘)
12.30: poppata;
Seguono gioco e nanna in tempo variabile, nel frattempo io mi sono docciata (in mezzo metteteci una bella scena di me che in accappatoio e capelli grondanti acqua canto “Ci son due coccodrilli…” per non farlo piangere).
Tiro su dal letto il Patata: rutto (non ruttino, trattasi di vero rutto da camionista) e rigurgito… “Noooooooooooooooooooooooooooooo! La felpina!!!”
Non mi demoralizzo: ho 10 felpine e le userò tutte se necessario!!
Lo cambio e lo metto nell’ovetto per asciugarmi i capelli (perchè lui deve essere bellissimo ok, ma io non è che posso andare in ciabatte no?!): rumori inconfondibili giungono dal suo…pannolino.
Non mi demoralizzo nemmeno stavolta: lo prendo, lo apro e … Sono andati pure i jeans.
Nel frattempo guardo l’ora: deve poppare di nuovo -.-‘.
“Ok tu tutina ed io pigiama di Betty Boop.”
Sospiro. Un giorno vinceròòòòòòòòòòòòò…

Autore: Michela

Mamma ad alto contatto, laureata in psicologia dell'età evolutiva, vegana, filorientale. Nel mio blog parlo di maternità, di risparmio e della scelta vegan. Con ironia!

2 thoughts on “Arresti domiciliari

  1. La tattica è docciarsi mentre dorme e uscire appena ha mangiato.. tutto il resto è game over! Vincerà sempre lui.. ih ih ih

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  2. Eheh ma dopo mangiato ho sempre paura del rigurgito! Un giorno abbiamo fatto così e dopo mezz'ora sia io che lui avevamo la maglietta imbrattata -.-'

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