Be sweet, be a Mother

Crescere i figli… tra alto contatto ed ironia


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La puzza dei piedini…

Sono tantissime le cose che mi mancano quando i bambini crescono… Molte di queste non le perdo veramente, semplicemente si evolvono: i loro sorrisi, i loro sguardi, i loro abbracci…   Ma c’è una cosa che mi mancherà tantissimo, una cosa che non si può ritrovare da nessun’altra parte, talmente intima…
Farà ridere, ma la cosa che mi mancherà di più dei miei bambini è la puzza dei loro piedini❤

Quando sono nati erano piccolini, magrolini, lunghissimi… Ma nel giro di poco tempo i piedini si trasformano e diventano belli cicciosi, cercano di afferrare tutto con le piccole dita, i polpastrelli perfettamente rotondi… Schiaccio il naso in mezzo a quelle ditina paffute, aspirando forte “Che puuuuuuzzaaaaa!!!😀 ” e si scatena una sonora risata sdentata…

È un odore che non ha niente a che vedere con le scarpe da ginnastica di quando tornano da scuola (la morte!), no, è un odore che non si ritrova da nessuna parte…

È un odore che faccio mio perché non tornerà e pensarci mi farà provare tanta, tantissima tenerezza…

Annuso la puzza dei piedini dei miei bambini e mi si riempie il cuore.

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Otto motivi per cui vorrei essere sempre in dolce attesa

I primi mesi di gravidanza sono sempre uno straccio: crollo di sonno che manco un narcolettico, passo lunghi momenti di conoscenza col WC, abbracciandolo, ho la faccia sbattuta e con le occhiaie e perdo irrimediabilmente peso.

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Però poi, al quarto mese, c’è la svolta, e sto persino meglio che di norma🙂
Questo effetto di “nuova vita” accomuna molte donne in dolce attesa ed ho voluto scrivere la mia lista dei plus dell’aspettare un bambino.

1) I capelli di Pocahontas.
Sono lucidi, forti, non perdono una piega, crescono velocissimi e non si sporcano mai, manca poco che acquisiscano super poteri quali brillare al buio…
Le amiche ci chiedono continuamente “Sei stata dal parrucchiere?!” …
Macché, ai miei ormoni Jean Louis je  fa ‘na pippa, daje…!

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2) La pelle perfetta.
Con le voglie pazze che ci vengono dovremmo essere l’incarnazione del “tutta ciccia e brufoli” ed invece… Magia!
Ti puoi strafare di cioccolato e lo specchio rimanderà l’immagine di un viso radioso, morbido, perfetto.
Fiori rosa fiori di pesco, che Battisti sia con voi!

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3) I peli superflui desaparecidi.
Se in genere vi depilate più spesso di quanto il padre del nascituro si faccia la barba, avrete una bella sorpresa… Continua a leggere


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Ma come fai ad essere razzista di fronte ad un bambino?

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Chiudere gli occhi non serve, qualcuno invece potrebbe aiutare chiudendo la bocca.
E parlo di tutti quelli che vogliono chiudere le frontiere, vogliono bombardare a destra e a manca, vogliono “l’Italia agli italiani”.
Ma andate affanculo, va.
Chè dappertutto conta solo il fatto che la sofferenza è sofferenza, non è di più perché l’altra settimana son morti i russi, ora son morti i francesi e domani potrebbe toccare a noi.
La sofferenza non ha confini.
Ma prego, avviate il video, guardate un bimbo, certamente non europeo, che piange disperato i propri familiari ed abbiate la forza di non sentirvi delle merde quando pensate “Devono morire tutti, devono starsene al loro paese.”
Vi ci ho già mandati affanculo, vè?!
E con il video avviate pure il cervello, ché sì, tra gli immigrati ci sono anche i terroristi, i futuri delinquenti che faranno paura nelle nostre strade, i futuri lazzaroni che peseranno sulle nostre spalle, ma paradossalmente in egual percentuale abbiamo terroristi, delinquenti e lazzaroni pure qui, tutto made in Italy.

Lungi da me avviare discorsi politici, umanitari, o quello che vi salta in mente.
Ma è lineare come l’orizzonte: guardo mio figlio e penso “Siamo molto molto molto fortunati.”.
Mio figlio non deve scappare, non deve avere paura, non deve rinunciare alla propria infanzia, od imbarcarsi per un viaggio della speranza sperando di riuscire a sopravvivere…
Mio figlio ha un tetto sulla testa, una scuola che non verrà bombardata, cure all’occorrenza, amore, serenità, certezze quasi granitiche sul proprio futuro… Difficilmente rimarrà orfano, e se proprio dovesse capitare per sfiga, non sarà per un azione di guerra.

E se fossi nata in un paese in lotta, insicuro, misero, senza prospettive… Ci potete giurare che me lo sarei messa in spalla per portarlo da un’altra parte, per dargli tutto ciò che ogni bambino merita.

Essere nati nella parte fortunata del mondo non è una qualità, è puro culo, ricordatevelo, voi, che scrivete frasi di razzismo a casaccio, come se gli italiani fossero tutta brava gente.


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“Mens sana in corpore sano” ed, in questo caso, mensa sana per un corpo sano!

Ho visto cose che voi umani…
Che non ci si debba formalizzare proprio su tutto siamo pure d’accordo e che fare i Don Chisciotte contro ogni mulino a vento sia stancante, pure…
Però… Però dai, ci sono menu scolastici che contemplano alimenti ed accoppiate da brividi!
Me ne vengono in mente un paio, giusto per citarne: spezzatino coi piselli e rotolo di frittata con prosciutto e formaggio, praticamente le olimpiadi del sovraccarico proteico😛
I bambini hanno bisogno di proteine, certamente, ma quando mai ci siamo chiesti di QUANTE proteine?

“La cosa grave è che se all’eccesso calorico ormai fanno caso anche i genitori, all’eccesso proteico non si fa caso, anzi si ha sempre paura che il nostro bambino possa mangiare poca carne o poco pesce, ecc.

L’eccessiva assunzione di proteine nei primi anni di vita, oltre a determinare danni acuti come un eccessivo carico renale e  una perdita di calcio con le urine, aumenterebbe nel tempo il rischio di sviluppare sovrappeso ed obesità.

Alcuni autori hanno evidenziato che, se la mamma durante la gravidanza assume troppe proteine, il feto alla nascita ha un numero maggiore di cellule di grasse (adipociti), altri studi hanno evidenziato che se  il bambino assume troppe proteine nei primi anni di vita si determina un ulteriore aumento degli adipociti, un aumento del grasso e un precoce “adiposity rebound” cioè quell’aumento del BMI che, normalmente, deve avvenire tra i 5 e i 6 anni, e che se invece si verifica prima determina un aumento del rischio (anzi la quasi certezza!) di obesità in epoche di vita successive.” (Dott.ssa Assunta Martina Caiazzo-Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione)

Eh sì, le proteine ingrassano, ora chi lo dice a Dukan?!?!

Ma di quante proteine hanno bisogno i nostri bambini?
Ce lo dicono gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità e degli Istituti nazionali della nutrizione: per un bimbo delle elementari circa 40 g al giorno. In realtà basterebbero meno, ma per essere sicuri che non ci siano carenze gli scienziati dei Larn (livelli raccomandati di nutrienti) abbondano sempre un po’.
E quante proteine mangiano effettivamente i nostri bambini?
Esaminiamo un menu abituale (l’esempio è tratto dal libretto «La mensa scolastica di Grugliasco»):
colazione con 250 g di latte e biscotti (10 g di proteine)
a metà mattina uno yogurt (4 g)
pranzo con pasta al pomodoro (8 g) e parmigiano grattugiato (5 g)
50 g di pane (5 g),         100 g di pollo (20 g), insalata e frutta (1 g)
merenda con una merendina (5 g)
cena con pasta in brodo o riso (5 g) e un bel cucchiaio di parmigiano (7 g),
50 g di prosciutto o formaggio, o un uovo (10 g)
In tutto 80 grammi, il doppio del fabbisogno consigliato.” *

Ed ora veniamo ad un altro nodo cruciale…

Quali proteine?

“Le proteine di origine animale sono più «ricche» delle proteine di origine vegetale, perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali (cioè gli aminoacidi che non sappiamo sintetizzare e che quindi dobbiamo prendere dagli alimenti). Per questo sono state chiamate proteine «nobili» e i medici le apprezzano di più. Inoltre le carni rosse sono ricche di ferro e i formaggi sono ricchi di calcio. Le fonti principali di proteine vegetali sono invece i legumi (fagioli, piselli, lenticchie, ceci, prodotti di soia), poveri di un aminoacido chiamato metionina, e i cereali, che hanno poca lisina. Per questo quasi ovunque nel mondo (fanno eccezione gli eschimesi!) la dieta base era costituita da cereali e legumi: la nostra pasta e fagioli, il cus-cus con i ceci del Nord Africa, il riso con la soia dell’estremo oriente, la tortilla di mais con i fagioli neri del Messico. Perché mangiando cereali con legumi otteniamo tutti gli aminoacidi di cui abbiamo bisogno. Ci saziano senza darci una dose eccessiva di proteine, e se ci aggiungiamo un po’ di verdure di stagione, e occasionalmente un prodotto animale (un pesce o, evitando gli animali, un uovo, un pezzo di formaggio), avremo tutte le sostanze necessarie a proteggere la nostra salute. Era la nostra vecchia dieta mediterranea. Solo nell’ultimo mezzo secolo il cibo vegetale è stato in gran parte soppiantato da quello animale, e il consumo quotidiano di carni e latticini ha fatto aumentare smisuratamente la nostra dose di proteine.” *

Farà male ai nostri bambini l’eccesso di proteine e di cibo animale tipico della nostra dieta?
Forse non immediatamente, ma alla lunga sì. I grassi animali che si trovano in salumi, latticini e formaggi favoriscono il diabete e le malattie circolatorie, perché ostacolano il buon funzionamento dell’insulina e fanno aumentare il colesterolo e la pressione arteriosa. Le carni rosse, e soprattutto quelle conservate, sono una delle cause dell’aumento drammatico dei tumori dell’intestino, in particolare perché sono ricche di ferro, che favorisce la formazione di sostanze cancerogene nel nostro tubo digerente. L’eccesso di proteine, inoltre, fa perdere calcio dalle ossa.” *(Dott. Franco Berrino– medico specialista in epidemiologia dei tumori)

Ed eccoci qua: determinati tipi di cibi aumentano il rischio di patologie tumorali, sono cancerogeni.

Penso che questo lo abbiate letto tutti:
“Con uno studio pubblicato su Lancet Oncology, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), un organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità con sede a Lione, ha decretato che le carni processate (come salumi, salsicce e wurstel) sono cancerogene per l’uomo […].Dopo aver passato in rassegna 800 studi epidemiologici che eseguiti in ogni continente, e incentrati sulla relazione tra carni rosse e insorgenza di cancro, la IARC ha inserito le carni processate tra i cancerogeni certi (il cosiddetto gruppo 1, che comprende anche l’amianto, l’alcol etilico e il fumo, le radiazioni ultraviolette e il Papilloma virus), e le carni rosse tra le sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo (gruppo 2A) [L’elenco completo in ordine alfabetico (in inglese)].” (Fonte Focus.it)

Se state già pensando alla moderazione come soluzione del problema, mi ha fatto sorridere (ma forse piuttosto sogghignare…) questo post:

post geniale

E se pensate che la carne bio sia innocua, bè, nemmeno questo è vero…
Tramite Bio Bimbo:

“LA CARNE BIO E’ MENO CANCEROGENA* DI QUELLA NON BIO? (*carcinogenesi da contaminanti ambientali)

NO.
Il consumo di carne bio non protegge dalla cancerogenicità legata ai contaminanti ambientali (ogni tanto ne ho parlato), ovvero dai POPs (Persistent Organic Pollutans), ad esempio le famose diossine (la cui fonte principale è il latte) o i PCB, o i furani o persino tossine “naturali” come le aflatossine.
Perchè? Sono ovunque…
Secondo questo studio, pubblicato su Environmental Science and Pollution Research International, non ci sono differenze tra carni bio e non, il consumo comune è normalmente superiore ai limiti di esposizione a questi contaminanti e le carni più pericolose sono quelle di agnello.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25893622

Quindi mamme, papà, nonni, zii, maestre e tutti quelli che hanno a cuore la salute dei bimbi, propri e non, siete invitati a firmare questa intelligente petizione che chiede semplicemente un menu scolastico più sano (si badi bene, non vegano o vegetariano, semplicemente rivisto e corretto in modo più bilanciato e con l’esclusione dei cibi che l’OMS, non il mio fruttivendolo, ha dichiarato cancerogeni), basta un clic:

Via gli alimenti cancerogeni dalle mense scolastiche
petizione

Ah, e sì: l’ha firmata persino Berrino:
berrino firma

La salute dei bambini è nelle nostre mani, ora, non domani.


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Io non lascio piangere mio figlio

Sostanzialmente dovrei farmi una carriola di fatti miei, lo so.
E’ che ad un certo punto anche le più empatiche si smaronano di trovare attenuanti, cercare di capire, giustificare…
Io poi su questo parto svantaggiata in partenza, è una questione caratteriale, c’aggia fa.
Anche stamattina il bambino si è svegliato in orario poco confortevole per i suoi genitori (devo ancora capire quale sia il loro orario accettabile onestamente…), ha iniziato a chiamare la sua adorabile mamma, che come è usanza non gli ha dato cenni di vita dall’altra stanza, ed è stato un crescendo di urla e disperazione.
A questo punto (che possono essere le due, le tre o le quattro di notte, come anche le cinque o le sei di mattina) di solito io e mio marito ci stringiamo la mano e sospiriamo, ben sapendo l’uno dell’altro che abbiamo gli occhi spalancati verso il soffitto e l’ansia che sale per il dispiacere di quel pianto.
Nella mia mente in questo lasso di tempo passano circa centocinquanta insulti la cui volgarità è direttamente proporzionale all’ incrementarsi del volume del richiamo verso la madre.
Dopo una decina di minuti abbondanti la pia donna decide di alzarsi dal proprio giaciglio (buondì signora! Alla buon’ora! Caffè?!) e trova che la cosa più giusta da farsi sia urlare al figlio di pochissimi anni “NON DEVI GRIDARE!!!!”.
Signora mia, non è che suo figlio non deve gridare, è lei che, glielo dirò con un’espressione in Dolce Stil Novo, deve alzare quel culo e fare il suo dovere: accudirlo, rincuorarlo, coccolarlo.

Il concetto del continuum
Secondo questa visione, per raggiungere un’ottimale sviluppo fisico, mentale ed emozionale gli esseri umani necessitano delle esperienze alle quali la nostra specie si è adattata nel corso del lungo processo di evoluzione.
Queste esperienze includono per un bambino:
– contatto fisico costante con la madre (o con un altro adulto) a partire dalla nascita;
– dormire assieme ai genitori, finché egli stesso non lascia il lettone di sua volontà;
– allattamento a richiesta – ovvero in risposta ai suoi segnali;
– essere portato costantemente in braccio o comunque in contatto di qualcuno, generalmente la madre, e poter osservare (o succhiare, o dormire) mentre la persona che lo porta si occupa delle proprie normali attività – finché non comincia a muoversi di sua iniziativa;
– risposta immediata al pianto o altre segnalazioni di disagio da parte di chi si occupa di lui. Ciò avviene senza fastidio, giudicare il suo comportamento o mettere in discussione che egli esprima delle necessità reali;
– percepire (ed accontentare!) l’aspettativa degli adulti in merito alla sua natura sociale e cooperativa e al suo forte istinto di sopravvivenza. Sentirsi incondizionatamente benvenuto e stimato per il proprio valore intrinseco.


Quando un essere umano riceve questo dalla nascita, si sente bene nella sua pelle, contento di se stesso e non dubita del proprio valore; è naturalmente sociale e sa comportarsi nello stesso identico modo verso i suoi simili.

“Quando cresci sentendo sempre dall’autorità primordiale, dai tuoi genitori, che sei benvenuto e apprezzato per quello che sei, questa sicurezza e questa pace ti accompagneranno per tutta la vita. Gli adulti si comportano diversamente soltanto quando soffrono per come sono stati trattati loro stessi da bambini.”
Jean Liedloff

continuum